Taglia i ponti con lo Stato e si amministra da solo: ecco l'uomo che non paga ticket e imposte

Manzano, Giulio Michelizza ha scelto di diventare cittadino internazionale. Lo ha fatto per godere degli stessi diritti degli extracomunitari

MANZANO. A furia di assistere alle sfortune degli altri, rimasti senza casa, auto e dignità a causa dei debiti o della disoccupazione, ha maturato un sentimento di ripulsa al sistema, e in particolare al piano di accoglienza e assistenza agli immigrati, che lo ha portato a ribellarsi alle regole del Paese Italia e ad aderire alla lettera ai principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Non sterili proteste, le sue, ma una cesura netta con il passato, per riappropriarsi della «legale rappresentanza del proprio soggetto giuridico», e poi, abbandonato lo status di “cittadino”, costituire un trust autodichiarato.

Da quel momento, Giulio Michelizza, 57 anni, originario di Treviso e residente a Manzano, si amministra da solo. «Finalmente – afferma con soddisfazione – godo degli stessi diritti garantiti a chi sbarca con i gommoni».

Chi o cosa è lei, adesso?

«Sono diventato un soggetto di diritto internazionale, al pari degli extracomunitari. Per farlo, mi sono ripreso il soggetto giuridico che lo Stato aveva creato al momento della registrazione all’Anagrafe, con l’atto di nascita, rendendoci tutti debitori».

È provvisto di un documento d’identità?

«Certo: l’autocertificazione della qualità di legale rappresentante, riconosciuta dalla Prefettura e dal Comune di Manzano, in cui dichiaro di essere titolare unico e beneficiario universale del mio nome e cognome e di non riconoscere alcun contratto stipulato dalla “Republic of Italy corp” o terzo pretenzioso.

Perchè, ora, ad amministrarmi non è più lo Stato, ma il trust che ho costituito con alto obiettivo di scopo umanitario. E cioè, per proteggermi».

Cosa l’ha spinta?

«Premesso che è la nostra legislazione, con il Dpr 445 del 2000, a darci gli strumenti per farlo, ho cercato un modo per vedermi riconosciuti gli stessi diritti garantiti agli extracomunitari. Gente senza documenti che non paga i ticket in ospedale, viaggia gratis e riceve 35 euro al giorno».

Quindi non paga più le tasse?

«Io continuo a versarle, perchè sono un lavoratore dipendente (nel settore della sicurezza, ndr) e a farlo per me è il mio titolare. Ma molte altre persone che conosco non le pagano, perchè non esiste alcuna legge che obblighi a farlo. L’unica cosa che c’è è una Finanziaria che detta gli scaglioni. Alle Entrate, comunque, ho autodichiarato di essere esente da qualsiasi imposta».

Ha mai avuto problemi con la giustizia?

«Ho segregato tutti i miei beni nel trust, patente compresa. Finora sono stato fermato almeno cinque volte da polizia e carabinieri e a tutti ho esibito la comunicazione che ho presentato a prefetto e motorizzazione. In ospedale non sono ancora andato, ma quando capiterà, non pagherò il ticket.

Idem dicasi per i mezzi pubblici. La Dichiarazione universale dei diritti umani parla di salute e movimento, a prescindere dalla possibilità o meno di pagare il servizio».

“Eterna Essenza” e movimento no vax. Cosa ne pensa?

«In giro si trova di tutto. Ma molti dei genitori no vax hanno fatto una scelta oculata, creando un trust per inserirvi i soggetti giuridici dei propri figli e sottrarli così all’obbligo vaccinale».
 

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