Ha diritto ai domiciliari, ma resta in carcere perché sfrattata

A Udine il caso di Magdalena Ewa Ciesielska, condannata per l’aggressione a un quarantenne napoletano avvenuta la vigilia di Natale in via Calatafimi. L’avvocato: «La signora è costretta a restare in carcere pur non dovendo trovarsi lì».

Alessandro Cesare

 

Qualche settimana fa due dei tre aggressori di un quarantenne napoletano avvenuta la vigilia di Natale dello scorso anno in via Calatafimi sono stati condannati a oltre 10 anni di carcere. Le accuse nei loro confronti erano rapina impropria aggravata in concorso, porto abusivo di oggetti atti a offendere e lesioni aggravate.

Il tribunale di Udine in composizione collegiale ha ritenuto colpevole anche la terza componente del gruppo, Magdalena Ewa Ciesielska, polacca di 51 anni. A lei è stata inflitta una pena di 3 anni e 2 mesi (a fronte di una richiesta del pm di 5 anni e 2 mesi). La donna, quel 24 dicembre 2025, prese a bastonate il quarantenne, trattenendolo per dare modo ai suoi due complici di darsi alla fuga.

Rapina e lesioni a Udine alla vigilia di Natale: condannati a 8 anni e 2 mesi
L’ingresso di via Calatafimi

Ciesielska si trova in carcere ormai da più di un anno. E il suo avvocato, Mauro Dellago, solleva la questione legata alla mancata possibilità, per la sua assistita, di poter usufruire (come disposto dal gip) della misura cautelare degli arresti domiciliari.

«Si tratta di un caso delicato: la signora è stata arrestata il 24 dicembre di un anno fa ricevendo quasi subito un affievolimento della custodia cautelare in carcere, ma nel frattempo ha subito lo sfratto dalla sua abitazione senza poter fare alcuna attività difensiva. All’epoca furono coinvolti i servizi sociali del Sert per trovare una soluzione abitativa alternativa, senza però ottenere alcun riscontro».

Solo da giugno l’avvocato Dellago è riuscito a ristabilire un contatto con i servizi sociali: «Ma non c’è ancora stato un intervento concreto e la signora è costretta a restare in carcere pur non dovendo trovarsi lì».

 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto