Accattoni e prostitute, ecco i nuovi divieti

UDINE. Il Comune dichiara guerra agli ubriachi, alle prostitute e agli accattoni, ma pure ai graffitari. Nessuna ordinanza però perché «non c’è alcuna emergenza da affrontare sul fronte dell’ordine pubblico». Per permettere alle forze dell’ordine di contrastare il degrado in maniera più efficace ecco invece il nuovo regolamento della polizia locale che è stato approvato ieri dalla giunta di Palazzo D’Aronco.
«Di fronte ai dati presentati dalla questura, secondo la quale non siamo di fronte a una situazione di emergenza - ha spiegato il sindaco, Furio Honsell - abbiamo preferito adottare strumenti normativi di tipo strutturale, non di urgenza, che non sarebbero giustificabili, per permettere alle forze di polizia di poter contrastare condizioni degradanti quali l’ubriachezza, la prostituzione, le risse, l’accattonaggio, le molestie e il disturbo alla quiete pubblica.
Più che vietare le nuove disposizioni regolamentano una serie di situazioni e comportamenti che rischiano altrimenti di sfociare in degrado. In questo senso l'idea è quella di prevenire condotte che se non vengono fermate appena si manifestano possono generare pericolo per l'incolumità delle persone, molestia e disturbo. Si tratta comunque di una bozza che potrà essere emendata in Consiglio comunale».
Ubriachi
Tra i problemi più critici segnalati dalla questura spicca l’abuso di alcol, un fenomeno che ha raggiunto dimensioni preoccupanti e che per sua natura rischia di provocare spesso problematiche di ordine pubblico. Proprio per questo l’articolo 6 stabilisce che «è fatto divieto a chiunque sia in stato di ubriachezza di frequentare luoghi di ritrovo pubblici o aperti al pubblico o strade particolarmente affollate, al fine di evitare alterchi o situazioni di conflitto che possano cagionare pericolo per l’incolumità dei medesimi e degli altri avventori e passanti».

La sanzione in questo caso va da 50 a 300 euro. Il dispositivo prevede in questo caso anche una stretta collaborazione con i gestori dei locali pubblici, che di fronte a individui o gruppi che causano disturbi, disagi o pericoli con il loro comportamento, «hanno l'obbligo di porre in essere tutte le cautele e le attività possibili atte a scoraggiare tali comportamenti», si legge nel regolamento.
In questo caso è prevista, oltre a una sanzione amministrativa da 100 a 600 euro, anche la possibilità che il sindaco possa ridurre, per un periodo di tempo determinato, l'orario di apertura di singoli locali o di intere zone. Baristi e commercianti d’ora in poi - precisa l’assessore al Commercio, Alessandro Venanzi - avranno la possibilità di chiamare i vigili nel caso in cui ci siano degli avventori ubriachi molesti. Con questo regolamento avremo anche la possibilità di intervenire per evitare capanelli di persone che recano disturbo al di fuori di circoli privati o supermercati».
Prostituzione e igiene
L’articolo 7 vieta invece di «sedersi o sdraiarsi per terra recando intralcio, disturbo o pericolo ai pedoni; compiere atti contrari alla pubblica decenza, o che possano recare molestia o provocare disgusto». A questo proposito si specifica anche che è «vietato espletare le proprie funzioni fisiologiche fuori dai luoghi a ciò destinati». Il termine prostituzione nel regolamento non compare mai, ma sempre nell’articolo 7 si legge che è vietato «praticare attività di qualsiasi genere in modo tale che possano creare disturbo alla circolazione, anche pedonale». La violazione di una qualsiasi di queste fattispecie va da 25 a 150 euro.
Graffiti
L’articolo 13 è invece dedicato al decoro di fabbricati e alle scritte sui muri: è quindi «vietato effettuare scritte o disegni sugli edifici pubblici o privati, sulle loro pertinenze, porte, muri, manufatti o infrastrutture». Per chi imbratta, posto che si riesca a individuare il responsabile (cosa tutt’altro che scontata nonostante le decine di telecamere pubbliche e private presenti in città) la multa va da 50 a 300 euro.
Ma attenzione perché anche «il proprietario di immobili o chi ne ha la disponibilità, nonché gli amministratori di condomini interessati da scritte o disegni sono obbligati a provvedere alla cancellazione delle medesime entro e non oltre dieci giorni dall’intimazione contenuta nel verbale di infrazione o nella specifica ordinanza emessa dal dirigente competente in materia di edilizia privata su segnalazione di un organo di polizia».
Per le vittime dei vandali costrette a ripulire la sanzione va da 25 a 150 euro oltre al costo del ripristino che il Comune, soprattutto in presenza di scritte a contenuto politico o blasfeme, può anche decidere di fare autonomamente una volta scaduti i termini, salvo poi presentare il conto dell’opera di pulizia.
Accattonaggio
L’argomento che aveva suscitato polemiche e scontri politici è trattato nell’articolo 19: «È vietato l’accattonaggio molesto intendendosi come tale la richiesta di elemosina fatta con modalità insistenti o petulanti o minacciose». Non solo: «È in ogni caso vietata la richiesta di elemosina con minori di diciotto anni e/o con sfruttamento di animali» ed è pure vietato l’accattonaggio negli incroci, nei parcheggi, vicino alla stazione, all’ospedale, ai cimiteri e ai mercati». La sanzione prevista va da 50 a 300 euro.
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