Muore a 16 anni, l'amica: «Ho perso una sorella»

Choc in Carnia per la morte della sedicenne. Parla la sopravvissuta allo schianto di sabato sera a Cercivento: «Era una di famiglia»

SUTRIO. «Ho perso una sorella...».

Scoppia a piangere l’amica di Milena. Si gira dall’altra parte della sedia quando pronuncia queste parole.

Sabato sera erano insieme. Erano andate a Ravascletto per trascorrere un po’ di tempo. Un’uscita di sole due ore.

«Siamo partiti alle 21.30. Dovevamo tornare due ore più tardi», così ricostruisce la serata la ragazza, anche lei minorenne, come Milena. Alla guida della Fiat Grande Punto c’era Nicola Simonetti, ventenne di Comeglians.

L’amica di Milena si sforza di capire cosa è successo in quei minuti tragici che hanno preceduto la morte della sedicenne di Sutrio. Ma quando racconta si interrompe. «Non lo so. Non lo so... – ripete singhiozzando – Eravamo a Cercivento. Poi ho il buio davanti a me».

È un giorno di pioggia battente a Sutrio. Il paese è in lutto per la scomparsa di Milena Pascoli. A condurci nell’abitazione dove troviamo la ragazza sopravvissuta allo schianto è una signora, amica di famiglia dei nonni di Milena. Ad aprirci il cancello e a venirci incontro è il padre della giovane.

«Sta dormendo – dice – Ma se vuole la chiamo. Non è riuscita a chiudere occhio questa notte». «Io non dò le colpe a nessuno di quello che è accaduto - aggiunge mentre ci accompagna in casa –. Sa... è venuta questa mattina anche la madre del ragazzo che era alla guida. Si è scusata per l’incidente. Ma lei non deve scusarsi di nulla. Le ho detto più volte. Sono fatalità. Qui l’alta velocità non c’entra nulla. Io percorro molte volte quella strada. C’è un rettilineo, poi una curva. E se trovi un cinghiale per strada, come effettivamente è successo, non puoi farci nulla».

Incidente provocato da un animale sulla carreggiata
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In casa c’è tutta la famiglia e un’altra amica di Milena. «Abbiamo perso una di casa – dice la sorella della diciassettenne –. Anche venerdì sera era qui con noi. Con il suo sorriso riusciva a farti stare bene anche quando eri preoccupata».

Mentre scambiamo le prime battute la giovane esce dalla sua camera. Le diciamo se se la sente di fare un ricordo di Milena.

Dopo alcuni minuti, e dopo aver cercato di ricordare quei terribili momenti che hanno preceduto lo schianto, trova il coraggio di riprendere a parlare. I ricordi vanno al Grest, a quest’estate, quando da semplici conoscenti, la loro amicizia si è rafforzata.

«Mi aveva colpito per il suo carattere, per la sua forza d’animo – dice –. Lei era capace di risollevarti anche nei momenti più difficili. Aveva sempre il sorriso stampato sulle labbra. Non è da tutti».

La diciassettenne quando cerca di parlare è seduta a fianco di un’amica.

«Dava confidenza a tutti – esordisce quest’ultima –. Era aperta con tutti. Aiutava il prossimo. Era sorridente, allegra e spensierata. Difficile poterle trovare un difetto. Magari anche lei aveva quei minuti di sconforto. Ma riusciva a farseli passare subito. Reagiva e riusciva a trascinare gli altri con il suo sorriso contagioso».

Studentessa modello il suo grande sogno: diventare infermiera

Tre amiche inseparabili. Era stato il campeggio estivo a unirle.

Si raccontavano tutto, le gioie, ma anche i problemi a scuola, anche se Milena, a detta di tutti, era una studentessa modello, tanto che erano gli stessi professori del liceo scientifico Solari di Tolmezzo, a prenderla ad esempio per gli altri ragazzi.

Milena aveva il sogno di diventare infermiera. Una strada quasi tracciata sul solco del padre, in servizio al 118. «Voleva fare questo mestiere a tutti i costi – dice l’amica –. E si impegnava molto a scuola. Non si lasciava impressionare dal sangue, tanto per fare un esempio. Ci raccontava del suo sogno, sempre».

In molti ieri si sono ritrovati in piazza davanti alla casa dei Pascoli. Un via vai continuo. C’è chi è rimasto in piazza, ai margini della tragedia, come se in punta di piedi non volesse disturbare lo strazio dei genitori di Milena.

A Sutrio mancherà moltissimo quel «sorriso, quel viso dolce, quella ragazza più matura della sua età».

Milena era conosciuta da tutti. Anche il sindaco, Manlio Mattia è scosso. «È una tragedia – dice – perché ha colpito una ragazzina di soli 16 anni, che non aveva grilli per la testa. Una giovane giudiziosa, che oltretutto usciva poco. Educata come pochi. È stata una tragica fatalità che ha lasciato sgomenti tutti i cittadini di Sutrio».

«In questi momenti – conclude – non resta altro che pregare e dare tutto il supporto alla famiglia per la scomparsa della figlia».

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