Mafia in Friuli, al setaccio banche e appalti

UDINE. Stroncare la mafia prima che allunghi le mani anche sul Friuli Venezia Giulia dirottando denaro sporco e “pilotando” appalti per la realizzazione di opere pubbliche. Questo l’obiettivo del prefetto di Udine, Provvidenza Delfina Raimondo che ieri, nel corso di un vertice sulla sicurezza, ha annunciato l’intenzione di potenziare ulteriormente l’attività dell’ufficio antimafia. Perché «le infiltrazioni mafiose in Friuli - ha spiegato il colonnello della Guardia di finanza, Stefano Commentucci - sono soprattutto di natura economica. Ed è per questo che effettuiamo un monitoraggio costante per verificare, anche con la collaborazioni delle banche, tutti i passaggi di denaro sospetti».
Nei giorni scorsi era stato lo stesso Procuratore capo della Repubblica di Trieste Carlo Mastelloni a parlare del pericolo della cosiddetta mafia bianca, ossia «l’infiltrazione sempre più invasiva delle cosche di qualsiasi segno - anche straniere - nell’economia legale, pubblica e privata». Secondo Mastelloni infatti «i clan sono nelle aziende e cercano legami con la politica».
E proprio per contrastare questo fenomeno la prefettura ha potenziato il Gia (Gruppo interforze appalti che coinvolge anche l’Ispettorato del lavoro e l’Asl) che si occupa anche di effettuare dei sopralluoghi nei cantieri. Verrà inoltre completato il protocollo di legalità in materia di appalti e concessioni di opere e lavori pubblici in cui sono previste delle misure di cautela non soltanto per prevenire le infiltrazioni mafiose, ma anche per rafforzare gli strumenti anti-corruzione.
Ma il pericolo non arriva solo dal nostro Paese. «La specificità geografica del Friuli - aveva precisato sempre Mastelloni - e soprattutto dell’entroterra triestino rendono assai agevole la penetrazione di insediamenti criminali provenienti dai nuovi stati nazionali sorti dopo la guerra nella ex Jugoslavia». E allora ecco che anche nella lotta alle nuove mafie diventa fondamentale monitorare anche le frontiere. «Da Tarvisio non arrivano soltanto clandestini - ha detto il colonnello Commentucci - ma sia in entrata che in uscita ci sono traffici criminali anche con il passaggio di valuta, che cerchiamo di stroncare con operazioni mirate e controlli potenziati».
Il questore Claudio Cracovia ha detto di voler evitare una «guerra tra poveri. Come rete siamo molto impegnati nel monitoraggio dei flussi migratori che devono essere gestiti con il giusto buon senso per evitare strumentalizzazioni. Abbiamo le antenne ben dritte - ha assicurato - e stiamo facendo un grosso sforzo con tutte le forze dell’ordine per potenziare i controlli e garantire a tutti i nostri cittadini di trascorrere un Natale sereno. I primi riscontri sono positivi, i dati ci dicono che in città la situazione è migliorata ma la percezione della sicurezza prescinde dai dati. Se il cittadino non si sente sicuro abbiamo il dovere di fare ancora di più».
Il colonnello dei carabinieri, Roberto Del Piano ha invece evidenziato l’importanza di una presenza capillare delle stazioni sul territorio: «A volte siamo l’unica presenza “pubblica” ed è importante che i cittadini abbiano un riferimento. Il trend in generale è positivo, c’è stato un incremento degli arresti ma stiamo dedicando particolare attenzione ad alcuni reati come la violenza sulle donne, le truffe agli anziani e quelle informatiche. Ci stiamo insomma concentrando sulla tutela delle fasce deboli».
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