Electrolux, le prime assemblee dei lavoratori: «Per Porcia garanzie importanti»
Entro la prossima settimana i dipendenti voteranno il piano. Ficco (Uilm): salvaguardata la missione industriale e le funzioni di staff

Dopo la firma dell’accordo quadro per Electrolux al Mimit, è già tempo di assemblee dei lavoratori. Il via giovedì proprio da Porcia, lo stabilimento che, nei piani iniziali della multinazionale svedese era quello destinato a pagare forse il prezzo più alto della ristrutturazione.
Invece, grazie a una mobilitazione mai vista, con decine di ore di sciopero dei dipendenti, la vicinanza di territori, amministratori, istituzioni e governo, è stato possibile mantenere quasi intatti i volumi produttivi, evitare la dismissione dei reparti ricerca e sviluppo e contenere le uscite volontarie incentivate in tre anni, 96 per gli operai e 230 per gli impiegati.
È stato il segretario nazionale della Uilm con delega all’elettrodomestico, Gianluca Ficco, a illustrare ai lavoratori i dettagli dell’intesa. «C’è sollievo e soddisfazione, tra gli addetti, per un accordo che offre garanzie importanti a Porcia. Sono stati scongiurati licenziamenti e chiusure, salvaguardate le missioni industriali e le funzioni di staff, ricerca e amministrative. Inoltre è stata salvata la quasi totalità delle produzioni. Di fatto, rispetto a oggi, mancheranno solo 10 mila pezzi. In termini di modelli perdiamo un 30% di lavasciuga (questa macchina, secondo il piano originario era destinata a essere realizzata totalmente in Thailandia), ma aumentiamo le lavatrici, con i modelli da 12 chili. E faremo qui in Friuli anche le lavasciuga di nuova generazione, che funzionano con la pompa di calore. Se pensiamo a quali erano i tagli iniziali previsti, abbiamo fatto grandi passi in avanti».
Ficco chiarisce che il merito del successo va spartito tra molti attori. «Abbiamo dimostrato che lottando con un’azione collettiva, intelligente e condivisa e grazie a mobilitazioni e proposte concrete, si può far cambiare idea perfino a una multinazionale che ha interessi radicati in tutto il mondo. Il ruolo dell’opinione pubblica è stato molto importante, ha indotto anche le istituzioni a battersi al nostro fianco. Governo, Regione, sindaci, amministratori, ci hanno affiancato con convinzione. Speriamo che la stessa efficacia il governo voglia porla nell’agire, in sede europea, sulle leve di competitività del settore, per correggere le storture sulla concorrenza. I prossimi 3 anni saranno fondamentali, punteremo all’applicazione integrale dell’accordo e a un’azione efficace a favore dell’industria dell’elettrodomestico».
Il segretario Uilm, nel 2014, seguì da vicino la prima crisi Electrolux, replicata in questi ultimi mesi. «Eravamo già qui 12 anni fa – spiega Ficco –, quando ci fu una trattativa che ebbe una rilevanza di sistema fondamentale. All’epoca dovevamo proteggere il diritto dei lavoratori a vedersi salvaguardate le retribuzioni, c’era una montante austerità. Porcia sembrava dover diventare un modello di deflazione salariale da applicare poi da altre parti. Ma noi respingemmo la pretesa di abbassare i salari. Oggi invece la sfida è stata differente, più prettamente industriale, con il settore del bianco che attraversa un momento molto complicato a causa della concorrenza cinese. Ma in entrambe le occasioni siamo riusciti a ottenere il massimo per i dipendenti».
Le assemblee, una per gli operai e una per gli impiegati, sono state partecipatissime, con centinaia di persone all’ascolto dei delegati. Il voto per la ratifica dell’accordo quadro, a Porcia, dovrebbe svolgersi lunedì o comunque nei primi giorni della prossima settimana.
Venerdì il segretario nazionale della Fim Cisl Massimiliano Nobis sarà nella fabbrica di Solaro, Ficco lunedì a Cerreto d’Esi, nelle Marche, e la segretaria nazionale della Fiom Cgil Barbara Tibaldi illustrerà l’intesa a Susegana e a Forlì. Dopo il via libera all’accordo quadro, che sembra scontato, comincerà la fase propedeutica per le uscite volontarie, 902 in tutta Italia, con le prime previste già entro il 31 gennaio 2027. I lavoratori con anzianità superiore ai 10 anni che decideranno di lasciare subito, percepiranno un incentivo di 95 mila euro.
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