Maltempo, la Pontebbana è bloccata: è esondato il Ledra

Frana minaccia una casa a Cergneu: famiglia sgomberata. Ordinanza del sindaco di Nimis: i due fratelli si sono trasferiti da una sorella. Anche il capoluogo sotto i nubifragi. Diga straripa a Taipana

UDINE. Il maltempo continua a flagellare il Friuli con la pioggia che cade incessantemente e se ogni tanto si ferma poi recupera con rinnovato vigore. E il continuo piovere sta accumulando danni e conseguenze.

L'ultima: la strada statale 13 Pontebbana è bloccata tra Artegna e Gemona, il motivo? Il canale Ledra è esondato e ha invaso la strada.

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Isolata a Martignacco la frazione di Nogaredo di Prato per la tracimazione del Lavia, la scuola materna è irraggiungibile dai genitori che devono andare a prendere i figli.

Intanto ieri a Nimis, in particolare a Cergneu, si è abbattuto un violentissimo nubifragio - «Cose mai viste dalle 14 in poi», racconta l’ex sindaco Renato Picogna che abita proprio nella frazione a est - che ha messo in atto un movimento franoso lungo un fronte collinare mettendo in pericolo, in via Giuseppe Verdi 51, la casa di due fratelli, Luigi e Valerio Mauro, pensionato il primo, idraulico il secondo.

Sulla casa di Cergneu Inferiore, rifatta nuova dopo il terremoto di 38 anni fa, incombono - come spiega anche Valmore Venturini, dei Vigili del fuoco di Udine, prontamente intervenuti - anche alcuni alberi, uno dei quali si è minacciosamente piegato verso l’abitazione.

Inoltre, ci sono dei massi che potrebbero mettersi a rotolare, tanto che il sindaco Walter Tosolini non se l’è sentita di lasciare i due fratelli a passare la notte nei loro letti - sebbene la casa, fortunatamente, non abbia subito danni - e ha firmato, pur in via precauzionale, una ordinanza di sgombero.

Per cui Luigi e Valerio hanno dovuto chiedere ospitalità a una sorella che abita in borgo Molino. «Ora c’è preoccupazione - aggiunge Picogna - anche per un altro fronte franoso che potrebbe aprirsi più avanti, lungo la stessa strada, sempre per gli effetti di queste eccezionali precipitazioni: qui c’è un’altra casa che potrebbe trovarsi in pericolo».

Ma dicevamo che i nubifragi, soprattutto di ieri pomeriggio, si sono abbattuti con particolare violenza anche sul territorio di Nimis capoluogo, dove non si contano gli interventi, sempre da parte dei pompieri, per liberare scantinati e garage invasi da acque limacciose.

Cantine sono finite in ammollo anche nella zona bassa di San Gervasio, nei pressi del torrente Cornappo, in una zona che aveva patito pesantemente l’indimentica alluvione del 1991.

Maltempo, continua l’emergenza: allagamenti e frane in mezzo Friuli

Ma è un po’ tutto il paese che è stato interessato da allagamenti: i vigili del fuoco, per esempio, sono stati chiamati in via Manzoni.

«Poteva però andare anche peggio - commenta Tosolini - se non avessimo tenuto costantemente pulite le strade e se non si fosse eliminata la folta vegetazione che aveva invaso l’alveo del Cornappo al ponte di San Gervasio. Ora dovremo intervenire in quello della Motta».

Giornata di superlavoro, dunque, anche per la Protezione civile di Nimis coordinata da Mario Srebotuyak, il quale con otto uomini è intervenuto pure in Comune di Taipana dove, lungo la strada che sale al capoluogo, è straripato l’invaso della diga rovesciando sull’arteria molto materiale tanto da rendere difficoltoso il passaggio.

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