Walace, entusiasmo e un segreto: «Sono all’80% dopo un infortunio»

UDINE. «Somiglia un po’ a Van der Vegt e un po’ Inler. Io lo definisco un equilibratore, bravo nelle due fasi e bravo a inserirsi nelle linee avversarie per recuperare palloni, ma col piede brasiliano di un giocatore tecnico, di quelli preziosi che se ne trovano pochi». Pierpaolo Marino prende ad esempio due centrocampisti di sostanza dal passato bianconero friulano per rendere l’idea di cosa aspettarsi da Walace Souza Silva. Il brasiliano classe ’95 indosserà la maglia numero 11 e ieri si è affidato all’interprete per rispondere alle domande di rito dei giornalisti, nella canonica presentazione ai media. «La mia caratteristica principale è quella di aiutare i compagni stando davanti alla difesa e quando posso mi sgancio».
Chiare quindi le caratteristiche e futuribile l’impiego da centrale nella mediana a tre, là dove sarà in concorrenza con Jajalo, a meno che Tudor non intenda utilizzarlo anche come mezzala. A proposito, sarà difficile vederlo all’opera stasera in Coppa Italia: «Sono all’80 per cento, ho avuto una piccola lesione nella coscia posteriore, ma sto tornando in forma», ha ricordato il giocatore, che si è allenato in gruppo fin dal suo arrivo e che ha trovato in Tudor un committente preciso. «L’allenatore mi ha chiesto concentrazione e pochi tocchi per un gioco veloce, ma soprattutto di dare sicurezza alla difesa».
Tutte parole spese senza enfasi, ma con una trasparente umiltà non tradita quando è arrivata la domanda sulla Seleçao, dopo l’oro olimpico conquistato con Neymar e il taglio di Tite, arrivato prima dell’ultima Coppa America vinta dal Brasile. «Sarebbe una bugia dire che non voglio tornare in nazionale, ma preferisco concentrarmi sull’Udinese a cui sono grato per avermi dato questa opportunità: spero di avere una bella carriera qui. Per questo per un paio di volte ho temuto che la trattativa non si concretizzasse». —
S.M.
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