Udinese, Zaniolo e Davis decidono la partita: 2-0 al Parma

Gli ingredienti della vittoria: un gol per tempo, occasioni create, sbavature limitate, anche se ogni volta che Okoye accenna all’uscita ti fa venire i brividi

Antonio Simeoli

Un tecnico in orbita Udinese un giorno ha detto: prima della partita si tira la monetina, testa a croce. E così va la partita. Della serie: fai fatica a capire se in campo ci andrà l’Udinese bella, per intenderci quella vista sabato pomeriggio a Parma, oppure quella brutta, vedi il secondo tempo del sabato precedente in casa contro il Bologna.

Discontinuità, è questa la caratteristica che accompagna la banda di Runjaic.

Sabato, anche pungolata – e questa è una gran bella notizia – dalle critiche arrivate in settimana, a volte anche autocritiche, vedi le parole nel dopo Bologna di un perfetto Kabasele («abbiamo buttato via la partita noi»), la banda di Runjaic si è visto dal primo minuto che sarebbe stata quella del lato della monetina giusto.

Arrivavano prima sul pallone i bianconeri, erano più lucidi dei rivali, che avevano pur fatto paura al Milan e vinto a Verona, più cinici e così si sono andati a prendere la partita con autorevolezza.

Un gol per tempo, occasioni create, sbavature limitate, anche se ogni volta che Okoye accenna all’uscita ti fa venire i brividi. Buonissimi i tre punti allora, in attesa che una squadra ondivaga, invece di aspettare l’esito della monetina giochi tutte le partite così. Ne ha tutte le qualità per farlo.

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