Udinese, le pagelle della stagione: ecco i voti ai bianconeri
Ecco le pagelle dei bianconeri che hanno giocato nella stagione appena conclusa.
6 Mandragora
Stagione enigmatica quella del capitano dell’Under 21 azzurra. Forse le aspettative erano eccessive e condizionte anche dalla valutazione di mercato (20 milioni) ma considerando che quella di Udine non era la prima stagione in A, dal numero 38 ci si attendeva qualcosa di meglio. A sua discolpa va detto che per lungo tempo ha giocato fuori ruolo (mezzala), ma anche da centrale non è che abbia incantato. De Paul a parte, è stato il centrocampista più prolifico con tre gol. Decisivo del 3-2 con l’Empoli.
6 Fofana
Idem come sopra, verrebbe da dire. Le qualità fisiche non si discutono, quelle tecniche e di scelta della giocata sì. Forse anche per questo motivo l’Udinese non sembra avere la fila fuori dalla porta per lui e si parla di una possibile conferma in Friuli. Il secondo tempo con il Cagliari e la ripresa di San Siro con il Milan le sue prestazioni più convincenti. A metà stagione sono state parecchie le partite da censura.
SV Barak
Doveva essere l’uomo in più, è risultato il grande assente della stagione. Otto presenze, concentrate tutte nella gestione Velazquez. E anche lì non aveva incantato, anzi. Gino Pozzo adesso deve decidere: venderlo, come forse vorrebbe il diretto interessato, oppure tenerlo e fare in modo che il prezzo del suo cartellino lieviti? Perchè, sia chiaro: i mezzi non gli mancano di certo.
7,5 De Paul
Anarchico, spesso troppo, ma comunque i numeri sono dalla sua parte. Ha cominciato la stagione con il piede pigiato sull’acceleratore e dopo nove giornate aveva messo a segno cinque reti. Tra gol (9) e assist (8) ha portato venti punti alla classifica dell’Udinese. Impreciso dal dischetto dopo che l’anno prima era risultato infallibile. Il più bravo, comunque, di questa stagione. Siamo curiosi di verificarlo in una squadra di livello superiore.
6,5 D’Alessandro
Arrivato l’ultimo giorno di mercato, si è rivelato pedina preziosa. Faceva l’attaccante esterno, ha saputo riciclarsi da uomo di fascia a tutto campo dimostrando buona affidabilità in fase difensiva. Nonostante i tanti chilometri percorsi, da lui ci si poteva aspettare qualcosa in fase realizzativa.
6 Behrami
Si è fatto male a San Siro quando stava dimostrando di essere in condizione. Con lui in campo la fase difensiva ha sempre funzionato meglio, certo, poi quando si trattava di impostare il compito non spettava a lui. Gran bel gol con il Cagliari.
5,5 Sandro
È stata la grande scommessa del dt Daniele Pradè durante il mercato di gennaio. Le qualità del giocatore non si discutono, la solidità fisica sì. In Friuli non abbiamo certo visto il giocatore che nella passata stagione si era espresso a buoni livelli con il Benevento.
6 Hallfredsson
Ha messo assieme solo tre gettoni, pochi per dargli un voto. Ma ha segnato un gol e quando è stato gettato nella mischia si è fatto trovare pronto nonostante fosse reduce da un lungo infortunio.
SV Badu
Si è rotto i legamenti del ginocchio durante il ritiro di Sankt Veit e ha così compromesso tutta la stagione. Tudor lo ha fatto esordire a Roma con la Lazio e lui ha colpito una traversa, poi però, quando si è infortunato Sandro con la Spal, ha preferito spostare Larsen nel ruolo di mezzala. Nell’ultima di campionato a Cagliari ha dimostrato di essere lontano da una condizione accettabile.
SV Ingelsson
Anche lui ha trascorso più tempo in infermeria che sul campo d’allenamento. Impossibile giudicarlo. Dopo due stagioni in cui ha giocato poco, nella prossima dovrà andare a farsi le ossa da qualche parte.
SV Balic
Quattro gettoni, ma appena 23 i minuti giocati in serie A. Chissà se nella prossima stagione sotto l’ala di Tudor il centrocampista croato potrà cominciare a dimostrare di essere all’altezza della serie A.
7 Okaka
La controprova non esiste, ma con lui in rosa dalla prima giornata l’Udinese non avrebbe sofferto le pene dell’inferno per salvarsi. Alla prima partita, quella con il Parma, ha timbrato il cartellino del gol, poi ha avuto una leggera flessione pagando la disabitudine alla partita. Ha saputo riprendersi bene ed è esploso nel finale segnando due doppiette in sette giorni contro Frosinone e Spal. Nel momento più difficile della stagione è stato tra quelli che non si è fatto prendere dalla paura. Decisivo il suo ingresso nella ripresa a San Siro contro il Milan. Fossimo in Pozzo ci penseremmo due volte prima di farlo rientrare al Watford: sei gol in sedici partite stanno a significare che se avesse giocato sempre sarebbe andato serenamente in doppia cifra.
7 Tudor
Lo ribadiamo forte e chiaro: la salvezza di quest’anno ha un peso specifico decisamente superiore a quella che il tecnico croato conquistò un anno fa. Allora fu chiamato a vincere un paio di partite non impossibili, stavolta doveva porre rimedio a una situazione molto più complicata con una squadra che faticava a esprimere un calcio propositivo. Tudor ha badato al sodo consapevole che bisognava fare punti subito: ha vinto con il Genoa schierando la difesa a quattro, ha strappato un pareggio a San Siro con il Milan, ha vinto lo scontro diretto con l’Empoli. In quel trittico ha gettato le basi per portare l’Udinese in salvo.
Ha ottenuto meno di quello che meritava nelle due trasferte con Roma e Atalanta e di fatto sotto la sua gestione l’Udinese ha sbagliato solamente l’approccio alla sfida con la Lazio e quella con il Sassuolo, la meno convincente di tutte forse dal punto di vista tecnico. La riconferma se l’è meritata e adesso siamo tutti curiosi di vedere cosa potrà combinare potendo lavorare sin dalla preparazione estiva con un gruppo che già conosce.
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