Udinese ingenua e distratta, serve esperienza

I giovani per venire valorizzati hanno bisogno di essere guidati dai compagni più maturi
Cambiano gli allenatori, ma il problema rimane. L'Udinese ha lasciato e lascia punti per strada per un tallone d'Achille ormai cronico: prendere gol su enormi errori individuali. Questione di concentrazione, innanzitutto, ma non solo. Il nodo riguarda anche un altro fattore: l'esperienza. E qui più che l'allenatore con il suo lavoro settimanale viene chiamata in causa la società. Va bene puntare sulla valorizzazione dei giovani, ma non si può pretendere di costruire i campioni del futuro e contemporaneamente avere una classifica medio alta se attorno ai talenti in erba non ci metti più di qualcuno che mastica da tempo pallone italiano. Età media. È di 22,3 e fa dell'Udinese la squadra più giovane della serie A. De Sanctis e Di Natale durante il 2007 spegneranno 30 candeline, Natali ne farà 27, Iaquinta 28, il resto tutti sotto i 23. Fa specie soprattutto la... gioventù della difesa - Felipe, Zapata e Coda fanno poco più di 60 anni in tre -, reparto nel quale bisogna essere scaltri specialmente nelle mischie delle aree di rigore. Errori. Tanti, troppi. Limitandoci alla gestione di Malesani, sono costati la bellezza di 5-6 punti. Non ci credete? Ad Ascoli il gol del definitivo 2-2 arriva da una punizione laterale con Coda che si fa anticipare da Nastase; in casa con il Parma Zapotocny sul 3-2 ha la bella pensata di tirare per la maglia in area di rigore Gasbarroni; a Milano con l'Inter Motta si fa sfuggire Maxwell e sul cross arriva il passaggio di Crespo; con l'Empoli Coda svirgola l'innocuo cross di Buscè e Pozzi fa centro; a Roma Siqueira commette un ingenuo mani in area che permette alla Totti e compagni di decollare. E infine, l'altra sera, l'exploit con la Lazio: Coda che si perde Stendardo, Zapotocny che non marca come si deve Rocchi... e potremmo continuare.


Iniezioni. Zapotocny e Sivok non sono dei pivelli, ma non c'è niente da fare: il campionato italiano è una brutta bestia. Non ti viene perdonato il minimo errore e la concentrazione, specialmente nel reparto arretrato, deve essere feroce. Per ora ha lasciato un po' perplessi il rendimento del difensore (2 rigori causati e una costante difficoltà nell'uno contro uno) . La conferma che a chi arriva dall'estero bisogna dare tempo. Italiani. Zapotocny e Sivok stanno facendo il loro apprendistato, ma il prossimo anno? L'Udinese ha una politica precisa: valorizzare i giovani. Ma per non sperperare un patrimonio bisogna mettere al fianco di questi ragazzi più guide. De Sanctis e Natali possono essere dei punti fermi, ma non bastano. Ecco che allora, se è vero che partiranno almeno quattro pezzi forti (Felipe, Pinzi, Muntari e uno tra Iaquinta e Di Natale), i Pozzo faranno bene a rimpiazzarli acquistando tre elementi - uno per reparto - di casa nostra e con alle spalle un bel gruzzolo di presenze in serie A. Tanto per essere chiari serve rifare la campagna acquisti del '99. Partirono Amoroso e Appiah quell'estate, ma arrivarono Sottil, Fiore e Muzzi, tre giocatori “sicuri”. Non è facile reperirli sul mercato e poi costano, ma se vuoi abbinare risultati e aumento del patrimonio giocatori non ci sono alternative.

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