Blackout Apu, la sconfitta a Cremona allontana i play-off
Una Old Wild West che non t’aspetti perde malamente ora è meglio pensare alla salvezza

Dai, meglio pensare alla salvezza, perchè Treviso là sotto sta risalendo e ora è a sei punti da Udine. Meglio, perché se doveva essere uno spareggio play-off, l’Apu l’ha perso nettamente a Cremona scivolando via dai padroni di casa d’un botto a metà del terzo quarto.
Niente drammi, ma occhi bene aperti. Il campionato sta dicendo una cosa: l’ultima della classe è la più in forma di quelle che lottano in fondo. Non un particolare da poco.
Era già iniziata male la partita per Udine, senza capitan Alibegovic fermato dal mal di schiena, ma con un buon Calzavara e un ex come Christon che prova a impostare la partita al suo ritmo.
«Non riesco a correre, ma ci proverò», ci ha detto prima del match non molto convinto. Anche le smorfie durante un sofferto riscaldamento non erano il massimo.
Il PalaRadi di Cremona non è che sia un fortino, molti sono i vuoti sugli spalti e in questi vuoti, anche di decibel, s’infiltra la cinquantina di tifosi arrivati dal Friuli. Bellezza: ci sono anche alcune famiglie intere con bimbi. Della serie piccoli tifosi crescono.

Cremona si mette in pari all’Apu solo grazie a 8 rimbalzi in attacco con Anigbogu che diventa un rebus per la difesa bianconera. Entra anche Alibegovic, ci prova. Fa fatica. Esce.
Primo quarto 18-17 Apu, Vertemati alla prima mini-pausa si porta due triple di Dawkins che tira tutto quel che riceve poi, al solito, sparirà. Bisogna però blindare l’area per farla franca nella città del torrone. E Udine ha anche la grana Veronesi (11 punti dopo 20’) che inizia la sua partita perfetta.
A metà partita è 39-37, il tassametro dei rimbalzi in attacco dei lombardi tuttavia dice 15, saranno 21 alla fine. Così Udine, migliore a rimbalzo del campionato e che è sotto 30-11 in questa voce statistica, non la fa franca.
Si riparte con un buon Bendzius che gioca di esperienza, ma è la difesa dell’Apu che, insolitamente, concede troppo ai rivali. Vero, Cremona ha più talento in attacco dei bianconeri, l’Apu, verso la fine del terzo quarto sul 48-48 con una tripla di Alibegovic, l’aiuta non poco. Con una serie di 4-5 attacchi horror stile Dario Argento di fatto dà i lombardi l’abbrivio che cercava da tempo. Errori banali, palle perse, forzature, ritmo del match completamente saltato. Non da Apu. Sì, la sensazione è che sia Udine ad aver buttato via la partita piuttosto che Cremona prendersela.
Veronesi, con un canestro da tre da casa sua e un fallo antisportivo di Mekowulu, in un baleno regalano alla banda di coach Brotto il 55-48. Massimo vantaggio? No succederà di peggio.
Quando, sempre sul 55-48, Alibegovic per liberarsi al tiro da tre commette infrazione di passi perdendo la quinta palla del quarto dei suoi, si capisce che la partita è scivolata via. Quando mai, sano, il capitano ha fatto passi costruendosi un tiro in tre anni che gioca a Udine?
Niente da fare, il terzo quarto si chiude con i padroni di casa avanti: 63-53 e sono perché il capitano quasi da centrocampo piazza una tripla.
La seconda metà del periodo è una delle più brutte giocate dai bianconeri quest’anno. Il finale di gara certifica una squadra spenta, Udine, che perde partita e pure differenza canestri.
Per carità, succede, ma se doveva essere uno spareggio play-off Udine, che non ha trovato la fortuna dalla sua parte perdendo il capitano proprio sul più bello, l’Apu lo perde meritatamente e, quel che è peggio, dà la sensazione di essere d’improvviso scarica, non il massimo come sensazione a una settimana dal derby contro Trieste, la partita dell’anno per duemila motivi, ma che ne assume uno di più, il più importante, visto che là sotto, come vi stiamo segnalando da settimana, Treviso non ha proprio nessuna intenzione di mollare e ha riaperto i giochi salvezza..
Ieri la banda di Nicola, ora avversario temibile per chiunque, e l’Apu dovrà andare a giocare al Palaverde tra due settimane, ha battuto pure una signora squadra come Tortona.
Insomma, senza fare allarmismi, per carità, con un Hickey in più (e tutte le incognite tecniche dell’inserimento) bisogna riprendere da dove ci si era fermati dopo la vittoria contro Milano. Meglio blindare la salvezza per non avere brutte sorprese nella coda di questo campionato.
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