Udinese, ecco quali sono i motivi della falsa partenza in campionato
I bianconeri senza Beto, Pereyra, Udogie e Becao hanno perso 116 titolarità e 20 gol. Con il Frosinone schierati Lucca, Ferreira, Kamara e Kabasele, tutti esordienti in A

UDINE. L’eredità del passato pesa ancora troppo sulla qualità dell’Udinese. Come si è potuto vedere contro il Frosinone, fermato da un palo e da un pizzico di buona sorte, sul fuorigioco che gli ha negato un rigore e sulla carambola dopo il tiro che, nella ripresa, ha percorso tutta l’area piccola di Silvestri, facendo trasalire il popolo bianconero presente allo stadio Friuli.
Un popolo che spaventato dalla scarsa qualità delle giocate viste sabato, ha fatto partire una bordata di fischi al triplice fischio finale, più la manifestazione di una preoccupazione che ha resistito dalla batosta con la Juve e anche al finale di mercato che sulla carta non ha saputo spostare il “barometro del tifo” verso il bel tempo.
LO SCACCHIERE
A livello pratico Andrea Sottil dovrà lavorare in modo consistente per turare le falle, cercando di evidenziare le qualità dei nuovi arrivati, alcuni dei quali saranno inseriti soltanto dopo la sosta, a cominciare dalla trasferta di Cagliari.
Il riferimento va in particolare al centravanti Keinan Davis che comunque, a 25 anni, dopo una tanta serie B e meno Premier, non può essere considerato nè un pivello, nè un astro nascente. È essenzialmente un attaccante di riferimento, una pedina dello scacchiere. Così come lo sono Kamara, Kabasele, Ferreira e Lucca, a livello numerico i giocatori che hanno sostituito i quattro big che non ci sono più: Udogie, Becao, Pereyra e Beto.
IL PESO
Si tratta di un poker che qualunque squadra della serie A sotto la zona Europa calerebbe sul tavolo delle formazioni con il “seme” dei titolari. I numeri ci aiutano a confortare questa affermazione.
Sottil ha preso 128 presenze nell’undici di partenza sui 418 totali, più di un quarto. Pereyra e Udogie 32, Becao 28 , Beto 24. Sotto il profilo del contributo, invece, l’Udinese ha perso 20 gol tondi e 14 assist. Insomma, quei qattro avevano messo lo zampino in 34 dei 47 gol realizzati nella scorsa stagione. Un’enormità.
LE SOLUZIONI
I numeri nel calcio non sono tutto, si dirà. Ed è una verità, anche se fanno capire anche la personalità di un giocatore (o di un gruppo ristretto di giocatori) all’interno di una squadra.
Proprio questo è l’aspetto meno allenabile. Kamana, Kabasele, Ferreira e Lucca non sono tutti dei giovincelli (i primi due hanno rispettivamente 29 e 32 anni), ma sono tutti degli esordienti in serie A e quindi non l’andare delle giornate potranno comunque crescere, così come sono migliorati nelle passate stagioni tanti dei giocatori pescati nel mondo dall’Udinese.
Il problema è che la pazienza non è sicuramente una dote nel calcio.
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