Tamai, rabbia che resta “Dea”: «Noi penalizzati all’andata e al ritorno»

Non si placa l’amarezza per l’arbitraggio e l’eliminazione. Il tecnico dei mobilieri “prenota” la conferma in panchina

Dormirci su, per ora, non è servito a molto. La rabbia rimane, l’amarezza pure. Il Tamai esce dai play-off di Eccellenza, e dunque dice addio al sogno di tornare tra i semiprofessionisti della serie D, al termine di un doppio confronto con La Rocca Altavilla a dir poco sfortunato.

Sfortuna, in primis, sotto forma di decisioni arbitrali avverse. All’andata, in terra vicentina, terminata 2-2, entrambi i gol (uno su rigore) dei padroni di casa non sono stati, per così dire, ineccepibili. Nel match di ritorno di domenica scorsa a Tamai, i mobilieri possono recriminare per un mancato penalty ai danni di Bortolin pochi minuti dopo essere passati in svantaggio (anche un pareggio per 1-1 li avrebbe qualificati). Quindi, nella ripresa, il rigore “tagliagambe” dello 0-2, scaturito da una probabile svista del direttore di gara, che ha ravvisato un tocco di mano di Consorti, mentre le immagini parlano di fianco. Nel mezzo, il dominio della formazione di De Agostini.

Al tecnico mobiliere rimane così la consolazione di aver mostrato un gran calcio e di aver messo sotto una rivale sulla carta superiore. Ma c’è, ancora, tanta rabbia: «Soprattutto per i miei ragazzi – spiega il “Dea” –, perché si sono visti punire ben al di là dei propri demeriti. Certo, dobbiamo fare il mea culpa per le occasioni sprecate, ma tra andata e ritorno non possiamo non ritenerci penalizzati. Faccio fatica a parlare di arbitri. In campionato non penso di aver mai commentato un arbitraggio, anche per la bravura di chi ci ha diretto. Ma stavolta non riesco a stare zitto» .

Così è più difficile guardarsi alle spalle. Ammirare un torneo cominciato in sordina, ma da Natale in poi vissuto da autentici protagonisti. Compiendo una meravigliosa rimonta, culminata nel secondo posto alle spalle del Brian Lignano. «Quanto fatto – osserva De Agostini – non lo potrà cancellare nessun torto arbitrale. Sono veramente orgoglioso di questo gruppo».

Una solida base su cui poter costruire qualcosa di più importante, alias il tanto agognato ritorno in serie D, casa dei mobilieri per molti anni. Sempre con De Agostini in panchina: «Penso e mi auguro proprio di sì – chiosa il tecnico del Tamai –. L’ufficialità spetta alla società. Ma per accordarci basterà una chiacchierata di pochi minuti».

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