Lo spirito giusto: l’Udinese strappa un punto al Como delle meraviglie

Contro i lariani di Fabregas sono mancate le accelerazioni dello squalificato Davis, non l’attenzione e il coraggio

Pietro Oleotto
L'occasione sprecata da Kamara contro il Como ©Foto Petrussi
L'occasione sprecata da Kamara contro il Como ©Foto Petrussi

Come uno sprinter da finale olimpica dopo la falsa partenza, Runjaic si rimette sui blocchi esattamente dove era dodici mesi fa alla 31ª giornata, a quota 40 punti, grazie al pareggio con la squadra più in forma della Serie A, il Como. Da ora in poi la sua Udinese dovrà dimostrare più di quello che ha fatto lo scorso anno, quando chiuse in modo deludente la prima stagione italiana di mister Kosta, naufragando anche contro avversarie già retrocesse, accusando più del dovuto il peso delle assenze.

Ieri ha dimostrato di essere sulla buona strada, stando alla risposta fornita ieri in un inedito lunch match di Pasquetta davanti a 24.347 spettatori che testimoniano l’affetto del popolo friulano per la Zebretta che viene anche prima della tradizionale grigliata tra amici, dei brindisi e delle partitelle in campagna l’essenza del “vero Pallone”, quella dalla quale i parrucconi della Federcalcio dovranno ripartire per rigenerare il movimento.

Tante bandiere del Friuli in curva © Foto Petrussi
Tante bandiere del Friuli in curva © Foto Petrussi

Tenendo presente che, accanto all’entusiasmo, bisogna fare i conti con un mondo che è comunque cambiato. Nelle liste dei due undici che ieri si sono presentati allo stadio Friuli - Bluenergy Stadium solo uno era un “azzurrabile”, Nicolò Zaniolo, anche i due allenatori erano stranieri. «Meglio che non mi esprima sull’argomento, rischio di essere frainteso», dirà interrogato sulla crisi della nostra Nazionale, Cesc Fabregas, il 38enne condottiero dei lariani che è parso saggio anche fuori dal campo. Ieri ha sbattuto contro il muro eretto giocoforza da Runjaic e non si l’è presa con la malasorte o l’atteggiamento dei bianconeri, ha riconosciuto semplicemente che l’Udinese ha fatto la propria partita – attenta, chiusa, a tratti anche coraggiosa –, raccogliendo meritatamente un punticino che la proietta verso la partita di sabato a San Siro contro il Milan, la prima delle tre trasferte su un grande palcoscenico, visto che prima della fine del campionato dovrà rendere visita anche alla Lazio all’Olimpico e al Napoli al Maradona, oltre che al Cagliari, impelagato ormai nella zona calda della classifica. In casa invece ci saranno Parma, Torino e Cremonese.

Gianpaolo e Gino Pozzo in tribuna per la sfida contro il Como © Foto Petrussi
Gianpaolo e Gino Pozzo in tribuna per la sfida contro il Como © Foto Petrussi

Arrivare a quota 50, come desidera il tecnico tedesco, è possibile, anche se bisognerà spremere qualcosa dalle partite da “circoletto rosso”, ma per queste recupererà Davis, ieri squalificato e piazzato in tribuna centrale in borghese tra Buksa e Zemura, due invece che difficilmente vedremo all’opera nelle prossime settimane. Insomma, contro il Como ha dovuto schierare le armi leggere, costringendo Zaniolo a un lavoro particolarmente sfiancante, perché era comunque l’uomo sul quale venivano indirizzati i palloni lunghi, ma poi per cercare di mettere in piazza le proprie qualità si è pure sfiancato svariando a destra e sinistra.

Un calcio d'angolo battuto da Ekkelenkamp (foto Petrussi)
Un calcio d'angolo battuto da Ekkelenkamp (foto Petrussi)

Al suo fianco, o meglio, in appoggio Runjaic ha piazzato Ekkelenkamp che, tuttavia, non riuscito ad arrivare quasi mai alla conclusione, mentre Atta ha cercato di catalizzare il pallone sulla mediana per poi proporlo in avanti con le sue tipiche accelerazioni con la sfera tra i piedi. Morale, si sono visti spesso in percussione Piotrowski, Karlstrom, anche Kamara, arrivando dalle retrovie: in totale 12 conclusioni, 5 nello specchio, laddove il Como si è fermato a 3.

Nella ripresa, poi, quando ha visto alcuni elementi in flessione, mister Kosta ha subito proposto dei baldi giovanotti, mosse che non possono non essere state apprezzate anche nella stanza dei bottoni del club, dove c’è curiosità nel vedere il rendimento dei vari Gueye, Arizala, Miller e Bertola, in ottica di costruzione, di necessità dell’Udinese del futuro. In soldoni, un punto utile a 360 gradi, mentre il Como ne ha lasciati sul campo due che potrebbero pesare nella lotta Champions.


UDINESE – COMO  0 – 0

UDINESE (3-5-2) Okoye 6; Kristensen 6, Kabasele 7 (41' st Bertola sv), Solet 6.5; Ehizibue 6 (41' st Zarraga sv), Piotrowski 6 (20' st Miller 6), Karlstrom 6.5, Atta 5.5, Kamara 6 (24' st Arizala 6); Ekkelenkamp 6.5 (24' st Gueye 6), Zaniolo 5.5. All. Runjaic.

COMO (4-2-3-1) Butez; 6.5 Smolcic 6 (41' st Van Der Brempt sv), Diego Carlos 6, Kempf 6, Valle 6; Perrone 5.5 (15' st Sergi Roberto), Da Cunha 6; Diao 5.5 (35' st Morata sv), Caqueret 5.5 (15' st Vojvoda 5.5), Paz 5; Douvikas 5 (15' st Baturina 6). All. Fabregas.

Arbitro Maresca di Napoli 6.

Note Ammoniti: Kristensen, Ehizibue, Smolcic, Diego Carlos e Perrone per gioco falloso. Angoli 6-2 per l’Udinese. Recupero 1’ e 5’. Spettatori 24.347 (14.019 abbonati) per un incasso di 341.847 (149.765 quota abbonati).

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