Prova di maturità: la Gesteco si sbarazza di Cremona e si coccola il gioiellino Marangon
I gialloblù si rialzano dopo due ko consecutivi, sboccia il talento del classe 2005

Prova di maturità superata a pieni voti per la Gesteco Cividale, che con un netto 76-58 si è imposta sulla Ferraroni Cremona. Per i friulani era importante archiviare i due ko contro Milano e, soprattutto, Pesaro; sconfitte che potevano lasciare degli strascichi, in primis a livello mentale. La risposta invece è stata ancora una volta quella di un gruppo solido e affamato. Non era scontato, coach Stefano Pillastrini lo ha sottolineato in conferenza stampa. «Quando si perde di poco una gara come quella contro la Vuelle l’istinto porta a prendere con frustrazione le prime difficoltà, invece abbiamo chiuso l’area come poche volte e nel secondo tempo siamo stati anche efficaci in attacco».
I gialloblù infatti hanno giocato con la faccia cattiva, interpretando alla grande un match che si preannunciava decisamente meno spumeggiante di quello contro la capolista. Cremona ha costruito le sue fortune in difesa – dopo la sconfitta contro la Ueb al PalaRadi ha vinto sette gare consecutive - andando a guastare gli ingranaggi delle formazioni avversarie. Ci ha provato anche contro Cividale, riuscendovi, almeno in parte, per metà gara. La squadra di casa ha faticato al tiro dall’arco, 2/10 nel primo tempo, ma ha sempre guidato nel punteggio.
Merito del dominio a rimbalzo – 28-18 all’intervallo, 46-29 a fine gara – e di una difesa asfissiante. Nel 22/60 dal campo della Juvi infatti c’è molto della difesa di Pillastrini, con un Matteo Berti protagonista molto più di quanto raccontano le statistiche.
Lo ripetiamo spesso: l’impatto del centrone classe 1998 non si limita ai rimbalzi (10), ai punti segnati (8) o alle stoppate. Bisogna guardare a come condiziona gli attacchi, oscurando il canestro grazie alla sua apertura ma non solo. Il 19, che ricordiamo essere alto 213 centimetri, è cresciuto molto in mobilità e oggi più che mai è abile anche nel reggere i cambi contro giocatori più piccoli e agili.
Un altro protagonista, più premiato dai numeri, è stato Leonardo Marangon, che ha toccato nuovamente il massimo in carriera – 18 punti – strappando anche 8 rimbalzi e dominando la gara sul piano dell’impatto fisico ed energetico. Il suo plus/minus, vale a dire la differenza canestri quando il giocatore è in campo, dice +21. Il classe 2005 si sta confermando come uno dei migliori numeri 3 del campionato ed è una tipologia di giocatore che farebbe veramente comodo a qualunque squadra; il tiro dall’arco è ancora ondivago ed è particolarmente efficace solo in date soluzioni, ma il miglioramento è evidente, così come gli ulteriori margini di manovra. Non è un caso che Pillastrini gli tiri le orecchie, quando commette qualche errore banale: questo ragazzo vestirà l’Azzurro dei grandi e ci farà divertire.
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