Verso Olimpia-Apu, Alibegovic: «Poeta è un grande coach»

Il capitano di Udine ritrova sulla panchina di Milano il suo compagno ai tempi dell’Auxilium Torino: «In campo era un computer»

Giuseppe Pisano
Alibegovic e, a destra, Peppe Poeta
Alibegovic e, a destra, Peppe Poeta

Storie di capitani domenica al Palalido di Milano. Da una parte Mirza Alibegovic, a capo della ciurma dell’Apu Old Wild West, dall’altra Peppe Poeta, oggi coach dell’Olimpia e capitano dell’Auxilium Torino nel 2016/2017, quando entrambi giocavano sotto la Mole.

Alibegovic, che ricordi ha di quella stagione a Torino con Poeta?

«Ero sempre assieme a lui, Mazzola e Parente. Peppe è stato un grande capitano, aveva la qualità di saper tenere il gruppo unito e affrontare le difficoltà col sorriso. Come giocatore era furbo, esperto e talentuoso con la mano destra. Mi fa piacere rivederlo, pensi che anche le nostre compagne hanno giocato a basket insieme».

Avrebbe mai detto che Poeta sarebbe diventato un coach da top club in così poco tempo?

«Lui era un playmaker, una specie di computer, e sapeva leggere benissimo il gioco. Di testa era avanti a tutti anni luce, questo lo ha sicuramente facilitato. Oltre alle conoscenze è anche una brava persona, sa come gestire lo spogliatoio e alleggerire la routine quotidiana ai giocatori. Tutti lo apprezzano e sono felice di vedere dov’è arrivato».

Domenica invece mancherà un altro amico, suo e dei tifosi Apu: Ousmane Diop, che è infortunato.

«L’ho sentito poco fa, ho un bellissimo rapporto con lui. Bel giocatore e ottimo ragazzo, spero che almeno al ritorno possa essere in campo, credo gli farebbe piacere rigiocare al Carnera. Io e “Ous” abbiamo giocato due anni insieme a Torino: il primo anno era forte ma con qualche limite, il secondo ha avuto una crescita pazzesca, ha imparato a fare tutto e si è consacrato. Oggi è uno dei migliori centri italiani».

Fino a pochi mesi fa giocavate in A2, domenica affrontate top player come Sheilds, Nebo, Guduric Brooks e via elencando. Sensazioni?

«Andare a giocare in uno dei templi del basket italiano ci riempie d’onore e orgoglio. Sappiamo bene chi andiamo ad affrontare, ci prepariamo per Milano con umiltà e voglia di provarci: daremo tutto per 40’, poi alzeremo la testa e vedremo cosa dirà il display».

L’Olimpia avrà il derby di Eurolega con la Virtus di venerdì nelle gambe. Un vantaggio, non crede?

«Proveremo a sfruttarlo a livello di energia, ma Milano ha una rosa così ampia che non è il caso di pensarci troppo».

Alle Final Eight di Coppa Italia ci fate un pensierino?

«Pensiamo a fare due belle partite contro Milano e Cremona, già girare a fine andata con 12 punti sarebbe un gran risultato. Se ci scappano le Final Eight bene, ma restiamo coi piedi per terra».

Vincendo a Trento, intanto, avete chiuso al meglio un 2025 storico.

«Il 2025 è stato pazzesco per tutto l’ambiente Apu, ce lo ricorderemo per tutta la vita. Riportare Udine in A dopo 16 anni ed essere al 9° posto è tanta roba. Ora lavoriamo per un bel 2026, anche per i tifosi che ci sono sempre stati accanto. Buon anno a tutti». 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto