Non vogliamo credere alla B purificatrice

Mancano 9 partite c’è ancora tempo per trasformare una purificazione in “solo” una grande paura che insegni a tutti di non perdere di vista il significato del giocattolo Udinese
Udine 13 marzo 2016. Calcio Serie A. Udinese-Roma. © Foto Petrussi
Udine 13 marzo 2016. Calcio Serie A. Udinese-Roma. © Foto Petrussi

UDINE. Millenovecentonove, l’Udinese c’era già, ecco il manifesto dei futuristi. Col roboante concetto di “guerra purificatrice”. La guerra doveva essere la salvezza del mondo, cambiare il mondo. La guerra, le guerre porteranno invece milioni di morti. Ma i futuristi ci danno l’abbrivio per ritirare fuori il concetto di purificatrice abbinato a una lettera che fa tanta paura in Friuli: la serie B.

Siamo sicuri che l’Udinese calcio, i giocatori dell’Udinese, i suoi tecnici, i dirigenti, i tifosi e la piazza non meritino davvero un annetto nella serie cadetta a meditare sugli errori fatti e magari a ripartire “purificati” dalle brutte scorie accumulate negli ultimi due anni? Primo punto: la squadra. Numeri alla mano con il peggior attacco e la peggior difesa del campionato ha l’identikit perfetto di una retrocessa. E già lo sarebbe forse, senza Carpi e Frosinone, che però sono lì a tiro. Sempre più a tiro. Rabbia, voglia di vincere? Disperse (vedasi partita Frosinone).

Secondo: il mister. La sabbia nella clessidra per lui è finita. Cola ha messo in campo una squadra per difendere lo 0-0 contro Dzeko, Salah, il Faraone, Florenzi, Perotti. Chiaro a tutti che il gol lo avrebbe preso. Ha rimediato con un 4-4-2 e quando la barca almeno galleggiava l’ha silurata cambiando modulo per rincorrere Spalletti (di un’altra categoria) e prendendo gol all’istante. La società? Ha impoverito negli ultimi anni di tecnica una squadra ora incapace di costruire una singola trama offensiva degna di nome. E ora? Capìta l’antifona ha cercato di rimediare. Kuzmanovic il colpo di gennaio? Eppure ieri era in panchina.

Il pubblico? Dove il calcio è solo passione funziona così: si sostiene la squadra dal primo all’ultimo minuto. Alla fine si contesta, in modo civile. Persino Lucianone da Certaldo ieri s’è stupito di quanto accaduto in curva.

Mancano 9 partite c’è ancora tempo per trasformare una purificazione in “solo” una grande paura che insegni a tutti di non perdere di vista il significato del giocattolo Udinese. Ricordate in curva o tribuna: negli anni Settanta ieri allo stadio sarebbero scesi in campo lo Junior Casale o il Chioggia Sottomarina.

@simeoli1972

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