«Mi ha tradito ora che siamo in piena crisi»

L’INTERVISTA
«Mi ha mandato una mail, ho provato a dissuaderlo, ma per ora non c’è stato nulla da fare. Ci riproverò. Ci ritroveremo domani, faremo un’altra chiacchierata e vedremo se si potrà ricomporre».
Alessandro Pedone, il padrone del vapore dell’Apu, conferma tutto non si tira indietro e punzecchia l’ad dimissionario.
Pedone, avete litigato per la conferma di coach Ramagli?
«No, ho sentito Ramagli anche poche ore fa. Il contratto è a posto, il problema è che i contratti in una azienda vanno vidimati dall’ufficio legale e dal direttore amministrativo. L’amministratore delegato propone, poi da noi l’avvocato Paolo Gnesutta e il direttore amministrativo Filippo Facile devono essere portati a conoscenza di quanto fatto. Specie in questi momenti in cui la situazione post virus impone una linea ferma e controlli rigidi».
Micalich voleva più potere?
«Davide deve rispettare la linea aziendale. Non lo fa? Troveremo una soluzione. Una cosa è certa: ho una mezza dozzina di aziende, dalla sicurezza, alla ristorazione al settore alberghiero, sono impegnato su più fronti ogni giorno per tamponare le falle: la crisi post virus è dura, non era il momento di affrontare anche questa bufera».
Si sente tradito da Micalich?
«Non voglio usare la parola tradimento...Ma sì’ mi sento tradito e deluso».
Ora cosa farà?
«Ho un piano B anche senza Micalich, che è stato fondamentale in questo percorso, ma nessuno è insostituibile. Ho anche un piano C e un piano D».
Uno di questi prevede la possibilità che lei ceda la squadra proprio a Micalich?
«Difficile. Ma se si presenta con qualcuno pronto a dare una mano...».
Cosa vuole dire ai tifosi? Si sentiranno disorientati oggi leggendo il giornale.
«Ridurremo il budget del 30%, ma lo faranno tutti i club, e saremo come sempre competitivi».
E lo sponsor Old Wild West?
«Marco Di Giusto è un amico, con lui c’è piena sintonia».
È vero che l’ha chiamata il presidente Fip per un possibile ripescaggio in A1?
«Sì, venerdì intanto incontrerò alcuni imprenditori. Chissà, vedremo». —
A.S.
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