Da Ros: «Pensiamo al campionato, a Bologna ce la giocheremo»
L’ala parla dalla presentazione delle divise per la Coppa Italia: «Un derby in semifinale con Trieste? Sarebbe un momento di ulteriore orgoglio»

Come in campo, Matteo Da Ros è una garanzia anche quando si tratta di analisi in vista della trasferta di domenica (ore 18.30) a Bologna, in casa della Virtus. Al “Fuel” di piazzale XXVI Luglio l’Apu Udine ha presentato nella serata le divise con cui mercoledì 18 febbraio inaugurerà la sua avventura alle Final Eight di Coppa Italia contro Brescia.
Classica doppia versione, total black l’una e total white l’altra, con sul petto un’ampia “punta di freccia” tricolore: è un richiamo al simbolo della città di Udine, che per la prima volta accompagnerà i bianconeri. Uno dei testimonial è stato proprio “Il Mago”, che dopo aver posato al fianco delle canotte ci ha fatto da Cicerone nella fitta agenda dei friulani.
Da Ros, partiamo dai ricordi personali in quel di Bologna, dal suo esordio in Serie A con la Virtus...
«Entrai negli ultimi minuti di una gara contro la Benetton. Ero appena uscito di casa, c’erano i miei genitori a vedermi, è stata un’esperienza molto importante per me: giocare con la maglia della Virtus è qualcosa di cui andare orgogliosi».
Domenica tenterete l’impresa a casa loro, dopo averla sfiorata al Carnera.
«Eravamo a +4 palla in mano con 40 secondi sul cronometro, li abbiamo messi in difficoltà. Loro si sono rivelati quest’anno molto bravi a scindere Eurolega e campionato, dove sono la squadra più in forma. Ma noi abbiamo preparato bene la partita e potremo contare su tanti tifosi al seguito, ce la giocheremo. Dovremo tenere sotto controllo i loro scorer, pareggiare la loro energia e limitare le palle perse».
Poi mercoledì a Torino toccherà subito a Brescia. Come si prepara un esordio così complicato alla Final Eight?
«Noi guardiamo un giorno alla volta. La Coppa Italia sarà un momento di orgoglio e di crescita, in cui si crea un clima speciale e si condivide tanto colleghi e altri allenatori. Siamo orgogliosi di esser tra le prime 8 di questo campionato, ora però pensiamo a Bologna».
Ma gli incroci della Final Eight sono ghiotti: che sapore avrebbe un derby in semifinale contro Trieste?
«Nella mia testa ci ho pensato, purtroppo (ride, ndr). Sarebbe un momento di ulteriore orgoglio. Il Friuli Venezia-Giulia è diventata una regione di pallacanestro, con due squadre alla Final Eight di Serie A e Cividale in alta quota in A2. Dobbiamo andarne fieri».
Come spera di tornare al Carnera l’8 marzo alla ripresa del campionato?
«Speriamo tutti interi, prima di tutto. Voglio rientrare dopo una partita gagliarda a Bologna e con la consapevolezza che, quale sia l’esito in Coppa, avremo onorato il percorso che dalla promozione in A ci ha portato sin qui».
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