Meo Sacchetti lancia la sfida: «Vanoli-Apu, vince chi ha più faccia tosta»
L'ex CT della Nazionale analizza lo scontro salvezza/play-off di domani al Palaradi: «Smentiti i pronostici della vigilia, merito di Vertemati e Brotto. Udine solida mentalmente, ma occhio alla carica di Cremona».

Giochi aperti a tutto nella sfida all’insegna del “made in Italy” fra Vanoli e Apu. Ne è convinto Meo Sacchetti, ex ct della Nazionale (l’unico a portarla alle Olimpiadi negli ultimi vent’anni) con esperienze sulle panchine di Snaidero Udine (2008/2009) e Vanoli Cremona (2017/2020). Oggi allena a Montecatini, in serie B Nazionale: lo abbiamo contattato per parlare della gara in programma domani alle 20 al Palaradi.
Sacchetti, che ricordi ha delle sue esperienze a Udine e Cremona?
«A Udine non ho un bel ricordo dal punto di vista sportivo, visto che retrocedemmo, ma la città mi è piaciuta molto e conservo delle amicizie. A Cremona sono stato bene, abbiamo fatto belle cose (nel 2019 ha vinto la Coppa Italia, ndr) e ho trovato un ottimo ambiente».
L’Apu attuale le piace?
«Ho visto alcune belle partite. In diverse occasioni la vittoria è sfuggita di un soffio, sono stati bravi a tenere duro e domenica è arrivata una grande e meritata soddisfazione. Battere Milano non è mai facile, Udine ci è riuscita perché è stata solida mentalmente».
Un parere sul suo collega Vertemati?
«Ha vinto la A2, sta facendo bene nella massima serie ed è vice in Nazionale: cosa volere di più? Le sue squadre esprimono un basket che mi piace».
Udine ci può andare ai play-off?
«Credo che dipenderà tutto dagli scontri diretti che ci sono nelle ultime sei giornate».
La Vanoli è una delle dirette concorrenti.
«Ha appena vinto una partita importante contro Napoli, in rimonta, una bella iniezione di fiducia, si è rilanciata».
Il coach di Cremona, Pierluigi Brotto, è un altro esponente tecnico emergente.
«Mi piace molto, ha un bell’atteggiamento e non va mai sopra le righe. Ha saputo dare un’impronta alla squadra, trasmettendo le sue idee».
Che sfida si aspetta?
«Udine è più profonda di Cremona, ma vedo tutto aperto. In estate le due squadre erano candidate alla retrocessione, se hanno smentito i pronostici è merito dei due coach».
Ad affrontarsi sono due squadre che si basano fortemente sul blocco italiani.
«È un merito anche questo. Gli italiani bisogna farli giocare. Devo dire che Calzavara dell’Apu mi ha stupito molto: pensavo avrebbe incontrato maggiori difficoltà nel salto di categoria, invece ha dimostrato una gran faccia tosta. C’è bisogno di giocatori così».
Già che ci siamo: cosa ci dice della Nazionale di Banchi?
«Per quel che ho visto ha dato già una bella impronta, anche se è presto per i giudizi. Ha coinvolto tanti giocatori, ci sono giovani di prospettiva. A me piaceva come faceva giocare la Lettonia, credo possa fare bene anche in azzurro». —
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