Gaspardo spinge l’Apu: «Può arrivare tra le prime otto»
L’ex spinge Udine in vista delle ultime sei giornate: «È competitiva con chiunque, può farcela a conquistare i play-off»

È un’Apu da play-off e sabato può sbancare Cremona. Parola di Raphael Gaspardo, uno che conosce bene l’argomento: l’ala di Vidulis è un doppio ex, avendo vestito i colori della Vanoli Cremona in serie A dal 2015 al 2017 e il bianconero dell’Apu Old Wild West in A2 dal 2022 al 2024. In carriera “Gas” ha indossato l’azzurro della Nazionale in sei occasioni e nell’estate 2025 ha vinto il bronzo agli Europei 3x3 con l’Italia. Oggi milita nell’Unieuro Forlì, in serie A2.
Gaspardo, è rimasto stupito dalla vittoria di Udine su Milano?
«No, perché i miei ex compagni stanno facendo una grande stagione e se la giocano sino in fondo contro ogni avversaria. In più esprimono un buon basket e sono in fiducia: bravi!».
Si aspettava una stagione simile di Alibegovic?
«Assolutamente sì e gliel’ho detto a inizio stagione. Conosco bene le sue potenzialità, sapevo che in serie A avrebbe fatto bene, così come Da Ros e Ikangi. Sono contento per loro. Inoltre ritengo che la squadra sia stata costruita in modo intelligente, con gli italiani particolarmente valorizzati. Mi piace molto anche Calzavara, da avversario mi ha sempre fatto una buona impressione».
E la consacrazione di coach Vertemati?
«Non avevo dubbi, Adriano è un coach con conoscenze tecniche pazzesche. In A2 ha fatto stagioni magnifiche a Treviglio, in Eurolega ha fatto esperienza da assistente, a Udine ha trovato il posto giusto per emergere. Merita tutto ciò che sta ottenendo, in Italia ci sono pochi come lui».
Secondo lei l’Apu può puntare a un posto play-off?
«Ci può andare eccome e sarebbe un traguardo meritato, sia per come gioca che per le tante prestazioni di livello, anche quando ha perso per un soffio contro le big. Udine è competitiva contro chiunque, per me può farcela a entrare nelle prime otto».
Sabato trasferta sul campo della Vanoli, dove lei ha giocato per due stagioni. Che ricordi ha?
«Erano i miei primi due anni nella massima serie, il coach era Cesare Pancotto, un altro allenatore che stimo. Fu un sogno, ero giovane e trovai spazio: un’esperienza bellissima».
Cremona punta forte sul blocco azzurro: Casarin, Veronesi, Grant.
«Anche a loro dico bravi, hanno talento e voglia di emergere».
La faccia brutta della medaglia è il ventilato trasferimento del titolo sportivo a Roma.
«Non c’è nulla di certo, ma da diversi anni si parla di una cessione del titolo. Alla fine Aldo Vanoli, una persona eccezionale, resta sempre lì perché ha una grandissima passione».
Che partita dobbiamo attenderci sabato?
«Vedo favorita l’Apu perché è più completa ed è in fiducia. Ha anche un grande talento come Christon, di cui Mirza mi dice un gran bene». —
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








