Luce sul buio, l’Apu si interroga sui perché del ko con Brescia in Coppa Italia

Ci sono poche alternative se Alibegovic e Christon, i due trascinatori di Udine, vengono fermati

Giuseppe Pisano
Miro Bilan sbarra la strada a capitan Alibegovic (foto Petrussi / Ciamillo)
Miro Bilan sbarra la strada a capitan Alibegovic (foto Petrussi / Ciamillo)

Se si spengono le stelle, l’attacco dell’Apu resta al buio. È ciò che ha detto la sfida dei quarti di finale di Coppa Italia contro Brescia, in cui la compagine bianconera ha dovuto alzare bandiera bianca soprattutto per una prestazione offensiva non all’altezza: a mancare sono stati soprattutto Alibegovic e Christon, i due trascinatori di Udine.

Il capitano ha chiuso con il 25% da campo (3/12) e soltanto nel finale, a gara ormai compromessa, è riuscito ad accendersi.

Niente drammi, sia chiaro, per un uomo che ha tirato la carretta per mesi: brava la difesa di Brescia a limitare il figlio d’arte, che in questo 2026 stava viaggiando a 20 punti di media con percentuali vicine al 50%. Anche Christon è stato al centro delle attenzioni della difesa bresciana, che non gli ha concesso tiri facili dal mid range: 33% (4/12) il computo finale, con 11 punti e appena un assist per il playmaker arrivato a Udine a stagione in corso.

Il problema è che l’Apu ha trovato poche soluzioni alternative. Calzavara ha eguagliato il suo high score stagionale (17 punti), prendendosi però 15 tiri dal campo sui 64 totali di squadra, quasi uno ogni quattro. Si è assunto, in poche parole, anche responsabilità che spettavano ad altri. Ad esempio il lunatico Bendzius, che ha azzeccato soltanto tre delle ultime dieci partite. Rispetto alla prima parte della stagione sono in calo sia la produzione offensiva che il minutaggio del giocatore lituano.

Restando nei paesi baltici, non riesce a trovare continuità neppure Zoriks. Non è un tiratore e lo sappiamo, ma da quando è arrivato viaggia con un modestissimo 16% dal campo (3/18). Mercoledì contro Brescia coach Vertemati lo ha fatto partire in quintetto (era accaduto anche contro Sassari, ma con risultati migliori) salvo bocciarlo e concedergli la miseria di 7 minuti sul parquet.

Non è la ricerca di capri espiatori, ma anche in questo caso è un dato di fatto: in quest’Apu basata fortemente sul nucleo italiano, l’apporto offensivo degli stranieri è insufficiente. Nel match di Coppa hanno totalizzato la miseria di 28 punti in sei, non è una “produzione” da Serie A. Soprattutto quando Alibegovic va incontro a una giornata storta: i 64 punti messi a segno mercoledì sono il minimo stagionale per l’Apu, ed è tutto dire. Peccato, perché la difesa funziona, ed è riuscita a limitare lo spauracchio Bilan come nel match giocato a ottobre al Carnera.

L’analisi di queste cifre serve a spiegare perché questa volta Udine non è riuscita a giocarsela alla pari contro una delle big, come ci aveva abituato sinora. In fin dei conti la Coppa Italia era solo una parentesi, un premio al bel girone d’andata della squadra di Vertemati: le partite da vincere sono altre, ad esempio quella dell’8 marzo contro Varese.

Ieri, intanto, con i “grandi” a leccarsi le ferite la scena se l’è presa l’Under 19 bianconera che tuttavia è stata sconfitta 83-73 da Cantù nei quarti di finale della Next Gen Cup. Fatale il calo negli ultimi 6 minuti del match.

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