L’Apu lotta ma la Leonessa non perdona: Udine fuori dalla Coppa Italia
All'Inalpi Arena di Torino finisce l'avventura dei bianconeri contro una Brescia troppo forte. Super prestazione di Calzavara, ma pesano gli errori dei big

La Leonessa sbrana l’Apu, che termina nei quarti di finale la sua avventura in Coppa Italia. Troppo forte Brescia per la matricola bianconera, che all’Inalpi Arena di Torino sbaglia approccio come domenica scorsa a Bologna, si rialza e lotta con orgoglio ma non riesce a raddrizzare la partita, complice la giornata di scarsa vena di uomini chiave come Alibegovic e Christon: 3/12 dal campo per il capitano, 4/12 per l’ex Oklahoma City. La nota lieta è la prestazione di un Calzavara da Nazionale, e siamo certi che il ct Banchi avrà osservato con piacere la prova dell’esterno di Gallarate.
In avvio Vertemati propone il quintetto composto da Christon, Zoriks, Alibegovic, Bendzius e Spencer, Cotelli (privo del play Ivanovic) gli risponde con Della Valle, Massinburg, Rivers, Ndour e Bilan. L’equilibrio iniziale dura davvero poco: Udine tiene il passo sino al 5-4 del 3’, poi commette un campionario incredibile di errori in attacco e in difesa e i lombardi piazzano un parziale di 9-0 nel giro di 2’. Svantaggio subito in doppia cifra per l’Apu (14-4), e non è sufficiente l’ingresso ispirato di Calzavara (subito una tripla) per contenere l’ondata bresciana.
I bianconeri hanno le polveri bagnate da fuori, Cournooh invece gonfia la retina nell’ultimo possesso del primo quarto per il +14 (23-9) della Leonessa. A ricucire il gap per l’Apu ci pensano gli uomini usciti dalla panchina, il controbreak di 7-0 è aperto e chiuso dall’indemoniato Calzavara, da una comparsata di Dawkins e da un canestro da sotto di Ikangi.
Sul 23-18 Cotelli chiama minuto, lo straripante Ndour rilancia la figa bresciana, ancora Calzavara da tre tiene su Udine al 17’ (31-27). La squadra di Vertemati si avvicina, ma non riesce mai a azzerare lo svantaggio e Brescia punisce una difesa troppo permissiva con Della Valle e Burnell. Ci pensano altri due uomini usciti dalla panchina, Da Ros e Mekowulu, a tenere viva la fiammella con i canestri del -11 (43-32) di metà partita. Alibegovic, nel frattempo è fermo a quota 2 punti e non trova il ritmo e gli spazi per colpire come suo solito.
Nella ripresa ci si aspetta un’Apu più intensa per tentare di tornare sotto, invece i lombardi accelerano ancora: pick and roll da manuale sull’asse Della Valle-Bilan, Ndour prenota il titolo di Mvp della gara. Sul 51-34 Vertemati chiama minuto, ma quando si ricomincia Spencer si fa fischiare un’infrazione di tre secondi e si capisce che non è proprio giornata. Bendzius batte un colpo (l’unico del match), peccato che ogni sliding door dica male a Udine: al 26’ sul 53-42 Christon va in transizione ma subisce la stoppata di Rivers che vola subito dall’altra parte a ricevere l’assist per la tripla del 56-42. Dal possibile -9 al -14 in pochi secondi, poi ecco due bombe siderali griffate “ADV” e l’Apu sprofonda a -19 (68-49) alla terza sirena.
Quando al 32’ l’ex bianconero Mobio firma il +21 (70-49) sembra proprio finita, invece Udine ci ricorda che ha un cuore grande così e prova a spaventare Bilan e soci. Mancano 6’ quando su una rimessa assegnata in attacco all’Apu Cotelli chiede inutilmente un challenge, a incarnare il karma è un Alibegovic desideroso ancora di sparare qualche cartuccia. Due triple e tre liberi del capitano riportano l’Old Wild West a tre possessi di svantaggio (72-64) con 3’ da giocare, Vertemati si gioca la carta Dawkins ma il figlio d’arte ha tutto fuorché l’istinto del killer: prima si fa scivolare di mano un passaggio per la tripla dall’angolo, poi nell’attacco successivo colpisce lo spigolo del tabellone. Massinburg non ha pietà e chiude una volta per tutte i giochi, l’Apu torna subito a casa.
Brescia si conferma fuori portata per Udine, che ha perso tutte e tre le sfide stagionali contro i biancoblù. Ora i bianconeri hanno 18 giorni di tempo per smaltire le tossine e preparare il prossimo impegno di campionato, l’8 marzo in casa contro Varese. Partecipare alle Final Eight Coppa Italia è stata una bella parentesi, si torna a pensare all’obiettivo principale, la comoda salvezza in serie A. Che, è bene ricordarlo, è ad un passo.
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