Lasagna l’unica luce Maxi-Perica: 8 in due

Alla prima stagione da titolare in A l’ex Carpi ne segna 12 Le altre due punte ne hanno fatti assieme 3 in 50 presenze
Juventus' Giorgio Chiellini (L) and Udinese's Stipe Perica in action during the Italian Serie A soccer match Juventus FC vs Udinese Calcio at Allianz Stadium in Turin, Italy, 11 March 2018..ANSA/ALESSANDRO DI MARCO.
Juventus' Giorgio Chiellini (L) and Udinese's Stipe Perica in action during the Italian Serie A soccer match Juventus FC vs Udinese Calcio at Allianz Stadium in Turin, Italy, 11 March 2018..ANSA/ALESSANDRO DI MARCO.

7 LASAGNA L’unica vera luce dell’Udinese edizione 2017-2018. Diciamo la verità: non è che da lui ci si aspettasse chissà che considerato che nell’unico precedente in serie A aveva segnato 5 gol con il Carpi senza mai partire da titolare. Si è invece confermato la classica operazione da Udinese, considerata una società che sa intravvedere in anticipo le qualità del calciatore. All’inizio ha faticato anche perchè Delneri lo teneva un po’ troppo confinato sulla corsia mancina e quindi lontano dalla porta. Sotto la gestione di Oddo si è sbloccato segnando in tutte e cinque le partite vite di fila dai friulani. Contro il Milan aveva disputato una gara importante, sette giorni dopo era partito bene a Torino, poi l’infortunio che l’ha tenuto fuori due mesi e che ha messo nei guai la squadra che non aveva in rosa un sostituto non diciamo all’altezza, ma almeno con caratteristiche simili. Prima doppietta in A a Benevento, in tutto i gol sono stati 12. Il più bello? Quello in tuffo di testa alla Lazio.

4 MAXI LOPEZ Avrebbe avuto il rinnovo automatico nel caso in cui fosse arrivato in doppia cifra. Si era portato particolarmente avanti in Coppa Italia con il poker al Perugia che gli è valso il titolo di capocannoniere (in coabitazione) della manifestazione. In campionato si è fermato alla doppietta contro la Sampdoria alla sesta giornata. Decisivo a Crotone in occasione dei due gol di Jankto, nel girone di ritorno è letteralemnte sparito dal campo. Oddo lo ha schierato titolare con la Lazio e lui al momento del cambio si è lamentato platealmente con l’allenatore (l’aveva fatto già a Cagliari). Indifendibile anche da chi all’inizio gli aveva dato credito.

4 PERICA Ha vissuto la peggior stagione della sua carriera. E pensare che doveva essere quella della sua consacrazione. Vista la scarsa concorrenza poteva anche esserla, ma il croato ha evidenziato troppi limiti, tecnici prima che mentali. La forza e la corsa erano le sue armi migliori: non ha sfoderato nemmeno quelle. Da applausi il gol con la Juve, ma è stato il classico lampo nel buio. Incredibile come abbia potuto sbagliare il gol del 4-2 a Benevento. È stato una “Zebretta d’oro” davvero deludente.

SV MATOS L’etichetta “tanto fumo e poco arrosto” gli calza sempre più a pennello. In campionato ha raccolto solamente quattro presenze di cui una sola da titolare, quella con il Sassuolo. Frenesia e impegno tanti, qualità poca. E non è che a Verona le cose siano cambiate, anzi... Un’altra stagione a quota zero gol.

sV BAJIC Mai titolare in campionato, è partito dal primo minuto solo in coppa Italia a Napoli. Impossibile da giudicare.

SV EWANDRO Idem come sopra. Il talento c’è, deve crescere dal punto di vista fisico. (m.m.)

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