Pillastrini: «Apu, nessun rimpianto. Contro Reggio solo canestri di talento»
L’analisi dell’allenatore della Gesteco Cividale dopo la sconfitta al Carnera: «Udine ha giocato una partita eccellente, episodi decisivi nel finale»

Apu, nessun rimpianto. La vittoria sfuggita di mano non deve dare adito a recriminazioni in casa bianconera, parola di Stefano Pillastrini. Il coach della Gesteco Cividale, sulla panchina della Reggiana nella stagione precedente al suo arrivo in Friuli, era in parterre domenica al Carnera e rilegge per il nostro giornale la sfida contro Caupain e soci.
Pillastrini, iniziamo dalla fine. I canestri che hanno dato la vittoria alla Reggiana sono stati di puro talento o la difesa dell’Apu poteva fare meglio?
«Intanto Udine ha disputato una partita eccellente. Forse poteva gestire un po’ meglio il vantaggio che ha preso quando ha giocato veramente bene, ma non è mai facile contro avversari di un certo livello. Negli ultimi attacchi di Reggio ci sono stati degli isolamenti che hanno portato a tiri difficili: quando prendi canestri del genere puoi solo stringere la mano al tuo avversario. Difendere meglio significava commettere fallo. Quindi c’è poco da rimproverarsi, bisogna dare merito alla Reggiana».
Eppure Udine ha subito 92 punti che sono tanti per una squadra che in media ne incassava meno di 80.
«Non ho visto le altre partite dell’Apu, in questa però faccio fatica a trovare situazioni in cui si doveva difendere meglio. Anche perché la Reggiana è cresciuta nel finale: se certi canestri li avesse realizzati all’inizio si sarebbe potuto fare qualche adattamento, invece è andata diversamente».
Per la sua esperienza, è possibile che Udine abbia accusato un leggero appagamento dopo aver raggiunto le Final Eight di Coppa?
«Non ho visto una squadra appagata, anzi l’ho vista davvero carica, con prestazioni individuali di alto livello da parte di Calzavara, Da Ros e Alibegovic. La serie A è un torneo di alto livello e ci sono avversari forti: Udine è stata punita da episodi».
Che impressione le ha fatto il lettone Zoriks?
«Ha fatto il suo, ma ci vuole tempo per entrare in meccanismi consolidati come quelli dell’Apu, dove Vertemati è al terzo anno, così come l’ossatura della squadra».
Il quinto fallo di Christon è stata la svolta negativa per l’Apu?
«La miglior versione di Udine si è vista con lui e Calzavara in campo assieme, quindi forse si può dire che la sua uscita abbia tolto qualcosa».
La Reggiana è sembrata una squadra che ha poco a che fare con la lotta salvezza. Concorda?
«Assolutamente sì, e ora con Rossato, che è un giocatore eccellente, è ancora più forte. Basta guardare il roster, Reggio è piena di alternative».
Udine può continuare a giocare con due stranieri seduti in panchina per 30’?
«La sua vera forza è negli italiani. Alibegovic e Da Ros sono l’anima della squadra, Calzavara si è inserito benissimo. Non farei distinzione fra italiani e stranieri, parliamo solo di giocatori: se fossi Vertemati continuerei a cavalcare chi rende di più, cambiare sarebbe deleterio. Per una squadra che non fa le coppe europee come Udine, è normale che qualcuno trovi meno spazio».
Le chiediamo un pronostico: l’Apu si salverà comoda o dovrà soffrire sino in fondo?
«Non voglio portare sfortuna con i pronostici, però sono ottimista per un motivo molto semplice: gioca bene. E questo alla fine paga sempre».
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