Il grande sogno di Alex Meret: «La finale europea nella mia Udine»
Domenica ha affrontato per la prima volta l’Udinese da avversario. Giovedì sera dovrebbe difendere i pali dell’Under 21 impegnata a Trieste contro l’Austria (fischio d’inizio alle 18.30, diretta tv su Rai2). Alex Meret, papà di Flambruzzo e mamma di Flambro, uno dei migliori talenti del nostro calcio, sta vivendo un momento felice della sua stagione. Dopo l’infortunio a inizio ritiro (frattura dell’ulna) che gli ha fatto saltare la prima parte della stagione, ha cominciato a giocare con continuità nel Napoli. Spesso titolare in campionato, sempre in porta in Europa League dove i partenopei hanno raggiunto i quarti di finale.
«In campionato l’obiettivo è difendere il secondo posto, il vero obiettivo è puntare alla Coppa anche se abbiamo avuto un sorteggio difficile», le parole di Alex ieri nel ritiro romano dell’Under 21. L’estremo difensore del Napoli ha confessato che il suo grande sogno è un altro: «Arrivare alla finale dell’Europeo con l’Under 21. Si giocherà nella mia Udine e per me sarebbe un sogno poterla giocare visto che lì sono nato e cresciuto calcisticamente».
Il numero 1 friulano torna in azzurro dopo un bel po’ di tempo. Ha fatto tutta la trafila nelle giovanili dove è stato sempre titolare, dall’Under 15 all’Under 19. Nell’Under 21 vanta una sola presenza, in Nazionale A è stato convocato per qualche stage senza mai scendere in campo. Nella squadra di Di Biagio che andrà a caccia del titolo continentale in Italia nella seconda metà di giugno si giocherà il posto con l’altro friulano Scuffet e Cragno, estremo difensore del Cagliari. «Ci conosciamo da tanto, siamo amici, deciderà il mister chi far giocare. Per me è sempre una grandissima emozione, un orgoglio e un onore vestire la maglia azzurra, sono reduce da un anno di infortuni, non è stato facile ed è bello tornare in gruppo», ha confessato Alex.
Meret parla anche del compagno di squadra Ospina, dopo gli attimi di paura vissuti domenica per quanto successo al colombiano colpito fortuitamente alla testa dall’attaccante dell’Udinese Pussetto e svenuto in campo mezz’ora dopo la botta subita. «L’ho sentito dopo la partita, per fortuna non è nulla di grave, sta bene, sono contento».
Da buon friulano taglia corto sui complimenti ricevuti in passato da Buffon: «Per me si tratta di una grandissima soddisfazione, un grande onore, lo ringrazio: le sue parole che mi hanno fatto veramente piacere e sono uno stimolo per cercare di fare sempre meglio». Un giorno potrebbe prenderne il posto in Nazionale A, lottando per la maglia con Donnarumma. «In Italia ci sono grandissimi portieri, so che è dura, ma lavoro duramente ogni giorno per migliorarmi. Credo che la nostra scuola sia la migliore al mondo, ha sempre cresciuto portieri di altissimo livello, non è un caso, c’è una tradizione dietro, c’è studio, lavoro, passione. Anche a Udine fanno un ottimo lavoro, Musso è stato convocato nell’Argentina, ci sono preparatori molto bravi e io ho avuto la fortuna di crescere lì da piccolo, ho fatto tanti anni a Udine ed è stato un grande aiuto per la mia crescita». Non sempre la gratitudine nel mondo del calcio abbonda. Meret, che con la prima squadra dell’Udinese ha messo assieme due presenze solo in Coppa Italia nella stagione 2015-2016 con Colantuono in panchina, dimostra di averla e il particolare va sottolineato.
«Con Donnarumma – ha poi proseguito Meret – siamo stati insieme in diversi stage, mi ha fatto una grandissima impressione come uomo e come portiere, lo stimo e c’è un ottimo rapporto tra di noi, potrà giocare solo uno ma anche questo è il bello di fare il portiere, bisogna dare tutto per ottenere il posto».
Tornando a Buffon, Alex confessa che da ragazzino era il suo idolo. «Da piccolo ne ero innamorato come portiere, è stato un grandissimo e a lui devo il fatto di essermi messo in porta, ultimamente mi piace molto Handanovic, ma cerco di prendere il meglio un po’ da tutti».
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