Gattuso lo bocciò, ma Vasquez è l’uomo chiave dei siciliani
UDINE. All’interno della rosa del Palermo, Franco Damian Vàzquez, detto “E Mudo” (il taciturno) è il calciatore tecnicamente più valido. Acquistato dall’allora ds rosanero Sogliano nel gennaio del 2012 dal Belgrano (club di prima divisione argentina) per una cifra intorno ai 5 milioni, l’argentino nella sua prima stagione non convince e fatica ad adattarsi ai ritmi del nostro calcio e a fine campionato viene ceduto in prestito al Rayo Vallecano.
Nel 2013 rientra a Palermo ma il nuovo tecnico rosanero Gattuso non ne apprezza le qualità e lo esclude dalla rosa. Il cambio in panchina (Iachini al posto di Gattuso) sarà determinante per la crescita e la maturazione del talento oriundo.
Nella passata stagione, anche grazie all’intesa con il “gemello” Dybala, Vàzquez è definitivamente esploso. Il campionato vissuto da protagonista (10 reti, 11 assist ) gli è valsa la convocazione del ct Conte per la nazionale italiana.
Il suo rendimento di questa stagione è stato condizionato dai cambi di allenatori, già tre i tecnici che si sono succeduti (Iachini, Ballardini e l’attuale Schelotto) e dai rapporti tesi e dalle continue divergenze tra dirigenza e calciatori. Impiegato in 19 occasioni con un totale di 1.710 minuti giocati (3 gol e 5 assist) Vàzquez è una seconda punta o trequartista centrale estroso e raffinato.
La non eccelsa velocità viene sopperita da un’ottima padronanza della tecnica, dello spunto nell’uno contro uno (3,7 dribbling positivi a partita) e dalla conclusione in porta con entrambi i piedi (3,2 tiri per gara). Un ultimo dato significato è quello sul temperamento e sulla aggressività : già 7 i cartellini gialli, 3,3 i falli commessi e 2, 6 tackle vinti a partita.
*osservatore Figc
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