Alibegovic, orgoglio da capitano: «Battere l’Olimpia è incredibile»
Il giocatore dell’Apu: «La vittoria con Milano? Io ci ho sempre creduto. Adesso Cremona e soltanto dopo testa al derby»

Il tempo sa essere galantuomo, ora lo sa anche Mirza Alibegovic. Lo scorso 4 gennaio a Milano ha visto la vittoria sfumare sull’ultimo tiro di Brooks, domenica si è rifatto con gli interessi, esultando in mezzo alla sua gente proprio dopo una tripla della guardia milanese respinta dal ferro. E lunedì, tanto per cambiare, ha vinto il premio di miglior italiano della giornata. Non c’è che dire: niente male.
Alibegovic, quanta adrenalina aveva in corpo domenica dopo il match?
«Tantissima, infatti sono andato a letto tardi. Forse soltanto lunedì mi sono reso conto di ciò che abbiamo fatto. Battere l’Olimpia al primo anno di serie A è qualcosa di incredibile, fino alla scorsa stagione giocavamo in palasport di provincia. Siamo contenti, ma stiamo calmi: continuiamo a lavorare a testa bassa, sono solo due punti, mica sei».
Quando ha capito che avreste vinto?
«Non c’è stato un momento preciso, ma ci ho sempre creduto, perché questa squadra non molla mai. Siamo stati bravi a restare in partita e quando loro hanno avvertito la stanchezza per i tanti impegni ravvicinati abbiamo colto al volo l’occasione. Il pubblico è stato decisivo, ci ha dato una spinta notevole».
Lo sa che una vittoria di Udine su Milano mancava da quasi vent’anni?
«Il popolo bianconero aspettava da un pezzo questa partita, figuriamoci batterli. Domenica sera tutta Udine era al settimo cielo».
Lei sa già qual è il prossimo desiderio dei tifosi, vero?
«Sì, vincere il derby. È il sogno di ogni stagione, la prima partita di cui si va a vedere la data appena esce il calendario. Ora però testa a Cremona».
Da capitano cos’ha detto ai compagni ieri alla ripresa degli allenamenti?
«Al gruppo ha parlato il coach, io a ciascuno dei compagni ho detto che siamo a un passo dalla salvezza e che dobbiamo giocare una partita per volta. Vinciamone ancora un paio, mettiamoci in salvo e poi si può sognare».
Lei a Cremona è un ex non banale, nel 2022 vinceste tre trofei su tre.
«Un triplete straordinario, eravamo uno squadrone. Forti e affamati. Saluterò tutti volentieri, sono affezionato all’ambiente Vanoli».
L’avversaria vive un momento strano, viste le voci di un trasferimento del titolo a Roma.
«So solo ciò che si legge sul giornale, ma posso immaginare che sia una situazione difficile. Burns ha detto giustamente che pensano solo a fare il loro dovere, infatti stanno giocando bene. Sabato non sarà facile».
Sarà l’ultima partita senza Hickey, sensazioni?
«Tony ormai è nei ranghi, si allena con noi e lo vedo pronto. Ci darà una grande mano con talento e imprevedibilità. Siamo molto legati a lui, finalmente sta per tornare a giocare».
Quella che sta vivendo è la miglior stagione della sua carriera?
«In serie A sì. Anche a Torino iniziai bene, ma ero giovane e calai alla distanza. Sento di essere nel pieno della maturità».
A Udine è basket mania. Si parla del nuovo palasport, Pedone ammira il modello Valencia. Lei cosa pensa?
«Già da avversario si capiva che all’Apu c’era una marcia in più a livello di gestione. Ora siamo in A, ci confrontiamo con le massime realtà nazionali. Il presidente è ambizioso, va in giro, studia. Un nuovo palasport può far crescere il progetto Apu, perchè in città c’è fame di basket e il Carnera-Credifriuli è stretto per la massima serie». —
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