De Paul realizza il suo grande sogno: illumina l’Udinese, ecco l’Argentina

UDINE. Forse se lo sentiva o forse lo aveva sentito dire, sta di fatto che per Rodrigo De Paul è arrivata per davvero la chiamata dell’Argentina, della selección a cui lo stesso bianconero aveva detto di ambire in una recente intervista.
Al diez che si è caricato l’Udinese sulle spalle in questo avvio di stagione, segnando quattro dei sei gol fin qui all’attivo, ha pensato Lionel Scaloni, tecnico ad interim che la federazione argentina ha chiamato in sostituzione dell’esonerato Sampaoli, messo alle strette dopo il colossale fallimento al mondiale.
«Voglio che questi giovani continuino a giocare e facciano vedere quello che valgono, perché la maglia dell’Argentina pesa. Poi, quando arriverà l’allenatore, deciderà se questi ragazzi potranno vestirla o chiamare quelli che ci hanno portato a dieci finali», ha detto Scaloni a margine del “The Best Fifa” di lunedì, aprendo quindi a delle convocazioni a sorpresa in vista delle due amichevoli con Iraq (12 ottobre) e Brasile (16) che l’Argentina disputerà in Arabia Saudita.
Sarà quella, dunque, la prima vetrina nazionale per “El Pollo” De Paul, così come il classe ’94 veniva chiamato da piccolo a Sarandì, prima di approdare al Racing di Avellaneda, trampolino di lancio per l’Europa, con sbarco a Valencia e quindi all’Udinese.
In Arabia ci andrà anche un'altra vecchia conoscenza bianconera, quel Roberto Maximiliano Pereyra che Gino Pozzo propose a Guidolin nel 2011, salvo poi venderlo alla Juve nel 2014, l’anno in cui l’attuale giocatore del Watford – rivelazione in Premier – ha esordito per la prima volta con la maglia dell’albiceleste, indossata poi altre 9 volte.
Per De Paul, invece, è arrivata la prima convocazione in assoluto, considerato che il numero 10 dell’Udinese non era transitato nelle selezioni delle varie Under. Tutti segnali che confermano la qualità del cambio di passo di un De Paul che in sole 6 giornate ha eguagliato il record di reti personali (4) delle due precedenti stagioni, dando soprattutto dimostrazione di una ritrovata confidenza, soprattutto con se stesso.
Gioca di fino, corre, imposta e rientra il diez bianconero a cui Velazquez offre ampio margine di interpretazione sul centro sinistra del 4-1-4-1, a tutto vantaggio anche della società che in estate ha difeso l'investimento sottraendolo prima alle mire della Fiorentina e poi a quelle del procuratore del giocatore, quel Bruno Conti “messo in riga” da Daniele Pradè, con una risposto a tono sul mal di pancia di un giocatore che aveva manifestato l’intenzione di andarsene e che adesso, invece, si ritrova a sognare la maglia di Messi, non convocato al pari dell’infortunato Higuain, che fu di Maradona.
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