Capitano, mio capitano: Alibegovic coglie l’attimo fuggente, è lui il leader dell’Apu
per il numero 5 bianconero è la migliore stagione della carriera. Il canestro decisivo a Tortona è solo l’ultima perla e le “sue” Finals si avvicinano

Il destino a volte sa essere beffardo, ma il tempo è galantuomo e a volte ti ripaga di certe amarezze. È successo sabato sera a Tortona, quando Mirza Alibegovic ha messo a segno una tripla dalla stessa mattonella del 4 gennaio al Palalido. Proprio come allora, sul cronometro mancavano una manciata di secondi: 2 a Milano, 5 in Piemonte. Nel primo caso Brooks scaricò un secchio d’acqua gelata nella schiena di tutto l’ambiente Apu, ma contro la Bertram il ferro ha respinto il tiro di Vital e Udine ha potuto festeggiare un successo pesantissimo.
Carpe Diem
Da sabato sera il profilo Instagram del capitano bianconero è intasato di notifiche e di storie condivise col motto “Capitano, mio Capitano!”, che fa tanto “Attimo fuggente”, film di culto (per “boomer” e non solo) datato 1989. In questo fiume di filmati e immagini ne abbiamo intercettata anche una di Skylar Spencer, devoto al suo leader come la setta dei poeti estinti nei confronti di Robin Williams nella pellicola sopra citata. L’aura raggiunta da Alibegovic nell’ultimo mese è qualcosa di mai visto prima, nonostante sia il capitano della promozione in serie A. In estate c’è chi pensava che non sarebbe stato all’altezza della massima serie, altri gli pronosticavano un ruolo di secondo piano rispetto alla nuova colonia straniera. Invece “Mirzone” ha risposto con i fatti a chi lo sottovalutava, e complice il trasferimento a Granada del fratello Amar ora è l’Alibegovic dominante in serie A.
Astri favorevoli
A volerli cogliere, ci sono altri segni del destino benevoli nei confronti del numero 5 bianconero. A cominciare dalla qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia da parte dell’Apu: la manifestazione si giocherà fra poco più di due settimane a Torino, dove il figlio d’arte ha lasciato un ottimo ricordo avendo vestito il gialloblù per tre stagioni. Alibegovic non ha mai nascosto di considerare il capoluogo piemontese la sua seconda casa dopo Udine, nel quarto di finale contro Brescia avrà molti amici a fare il tifo per lui e di conseguenza motivazioni extra.
Anche sabato a Tortona, quindi restiamo in Piemonte, gli astri sembrano essersi allineati nel segno di Mirza. Perchè se uno fa una partita del genere, da leader indiscusso, davanti al ct azzurro Banchi e ai suoi tre assistenti Ramondino, Vertemati e Squarcina, non crediamo sia solo un caso.
Mirza ha 33 anni, non è più un giovane di belle speranze, ma sta vivendo il picco della sua carriera e potrebbe fare comodo a una Nazionale con tanti ragazzi di talento ma poca leadership. A cavallo fra fine febbraio e inizio marzo l’Italbasket affronterà per due volte la Gran Bretagna nelle qualificazioni Mondiali, chissà che non arrivi una telefonata dalla segreteria Fip proprio al giocatore che dopo i canestri mima il gesto della cornetta all'orecchio.
Mese super
La Lega Basket ha inserito Alibegovic nel “Dream team” del mese di gennaio, insieme a Caupain, Saliou Niang, Strautins e Bilan. Giusto riconoscimento al capitano di Udine, che ha iniziato il 2026 firmando 18 punti a partita, tirando con il 52% da tre. Un uomo in missione e una storia bella, d'altri tempi: quella di un atleta che gioca per amore della sua città.
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