Calori avverte l’Udinese: «Tutto da rifare senza Solet e Kristensen»
Parla Calori, ex capitano bianconero poi allenatore: «Una loro partenza porterebbe a ridefinire i piani, perdere due effettivi su tre ti porta a ripensare la difesa»

Senza Solet e Kristensen andrebbe rifatta tutta la difesa», ammonisce Alessandro Calori in risposta alle continue voci di mercato in uscita accostate ai due centrali dell’Udinese. È questa la riflessione in prospettiva posta dal tecnico toscano, 59 anni, entrato nella storia della Zebretta per essere stato anche l’ultimo capitano in Serie B e il primo in Europa, come ha ricordato anche l’Udinese Club Bruno Pizzul di Milano che scelto Calori come primo “Bianconero nella storia”, conferendogli il premio di recente.
Calori, il mercato dei friulani al momento è caratterizzato dalle possibili cessioni di Solet, Atta e Kristensen...
«Parliamo di tre giocatori che hanno contribuito a rendere l’Udinese competitiva ed è logico che una loro partenza porterebbe a ridefinire i piani andando anche a incidere sulle possibili mire europee, fattibili con questa rosa attuale».
Perché andrebbe rifatta la difesa in caso di cessione di Solet e Kristensen?
«Perché l’impatto di questi ragazzi è stato evidente. Solet è addirittura esagerato per quanto è dirompente fisicamente e per la facilità in cui arriva nell’area avversaria. L’unica cosa da limare è la troppa fiducia in se stesso nell’uno contro uno, ma ha tutte le caratteristiche del difensore moderno. Senza di lui l’Udinese perderebbe dunque molta fisicità e anche la costruzione del gioco da dietro con l’uscita a sinistra, mentre Kristensen ha fatto un salto di qualità importante affermandosi anche da braccetto. Perdere due effettivi su tre di questo calibro non può non comportare un rifacimento della difesa».
Reparto in cui è stato confermato Kabasele, con Bertola e Palma individuati come i giovani del futuro da lanciare...
«Giovani per i quali ci vuole sempre una guida, e quindi che , anche se a riguardo sono molto fiducioso perché l’Udinese avrà sicuramente già individuato ben venga Kabasele che avrà il grande compito, uomo anche ideale per fare da chioccia. Poi però bisognerà aggiungerci un altro difensore esperto e prontoi sostituti adatti».
Infatti si parla di uno come Nelsson, visto a Verona ma del Galatasaray: a proposito, fiducia ne ripone anche per il riscatto di Zaniolo e l’eventuale sostituzione di Atta?
«Sì, perché la filosofia del club non è mai cambiata. L’Udinese è lungimirante, ha visione e sa scegliere i giocatori per poi aspettarli e cederli quando esplodono e vogliono andare nelle grandi squadre. Il ciclo poi riparte con altri giocatori che arrivano da sconosciuti e che se ne vanno tra le lacrime dei tifosi. Detto questo, Atta è esploso definitivamente in due anni, con tutta la tecnica e l’eleganza efficace che si ritrova, mentre Zaniolo è stata la vera sorpresa».
La difesa sarà anche da rifare, ma ripartire in attacco con Zaniolo e Davis sarebbe una base invidiabile...
«Verissimo. Davis quando sta bene è tra i migliori attaccanti e come detto Zaniolo è stato sorprendente con l’annata importante che ha disputato. Evidentemente ha trovato l’ambiente ideale per riprendersi dopo essersi smarrito, e credo che debba ringraziare Udine».
Calori, quali certezze intravede nell’Udinese del futuro?
«Ekkelenkamp, destinato a crescere ancora, e Karlstrom, lo svedese che quando manca te ne accorgi. Runjaic ha fatto maturare molti ragazzi e ha coeso il gruppo».
Gruppo che Calori ha capitanato ai suoi tempi a Udine negli Anni 90.
«Se abbiamo raggiunto traguardi impensabili come la prima qualificazione in Europa nel 1997 è stato proprio grazie alla forza del gruppo».
Non a caso il Club Bruno Pizzul le ha conferito il premio bianconero nella storia.
«Essere ricordato dalla gente è un grande orgoglio perché il tifoso non regala mai nulla. Vuol dire che qualcosa ho lasciato».
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