Trieste si prende il derby: l’Apu crolla sotto i colpi di Ruzzier
Al Carnera finisce 70-89 per gli ospiti. Udine resta a galla per la salvezza grazie ai risultati degli altri campi, ma il finale di stagione lancia un allarme: per la Serie A serve più qualità

Il derby va a Trieste, che se l’è andato a prendere tra secondo e terzo quarto con una accelerata imbarazzante per l’Apu e che ha dimostrato il divario di talento tra le due squadre.
In un Carnera ribollente e solo 50 tifosi giuliani, la banda di Vertemati, dopo un primo quarto illusorio, non ha mai dato l’impressione di poterla portare a casa. Ci sta, i rivali sono di un altro budget e di un altro talento. La salvezza arriverà “per inerzia” salvo cataclismi, ma gli ultimi due mesi hanno suonato un campanello d’allarme in società: bisogna alzare il livello del talento sennò in paradiso non ci resti a lungo.
Pronti via, tra 3 mila bandierine bianconere, Candussi, è l’unico friulano in campo, ma per Trieste che è senza Sissoko, il totem sotto canestro, non cosa da poco. Tensione da derby non per Christon che va subito a canestro. La faccia dell’Apu è diversa da quella di Cremona, il contesto super. Ci sono solo 50 tifosi triestini, dopo le misure di sicurezza e lo sciopero dei tifosi, quindi si gioca tra 3.500 friulani, lo spettacolo è da derby puro.
Triple di qua e di là, Alibegovic ne mette subito due e lancia i suoi che iniziano meglio. Anche se Ross è una spina nel fianco per la banda di Vertemati. A 2’45” dalla fine con un’ovazione del pubblico dopo 4 mesi di squalifica torna Hickey, che giusto un anno fa portava i suoi in paradiso.
Con le triple di Da Ros, ex capitano di Trieste e Calzavara Udine al tramonto del primo quarto vola a +14. Il quarto finisce 27-19 grazie a un 6-0 immediato di Trieste. Che da qui, eccetto una tripla di Hickey, prende in mano il derby grazie al triestino Ruzzier che con 8 punti di fila indirizza la partita.
Risultato: 15-2 di parziale, una tranvata colossale, sorpasso a metà quarto (32-34) e pure terzo fallo di Mekowulu, unico a tenere botta ai lungi ospiti. Il tiro da tre non entra più, Trieste, che ha quasi il doppio del budget dei rivali e ha giocato in Europa, ha più talento e fisicità, perché senza Sissoko regge bene Candussi, è più forte. Se la fai correre e non difendi come sai si mette male. A metà partita è 41-44, Alibegovic e compagni, che tirano 6 su 19 da tre (7 su 15 per i rivali) si tengono in scia con la determinazione. Non un dettaglio.
L’Apu, senza Mek, sotto col solo Spencer soffre Candussi, Uthoff, pure il nuovo australiano Bannan. Quando Ramsey, uno dei bomber del campionato, ingrana, c’è una lepre e una squadra che non sa come inseguire. Non segna mai Bendzius da tre, è la tua ala titolare, così è dura. Vertemati in panchina scuote la testa, il derby sta prendendo la vita di Trieste con tremila e più tifosi che aspetteranno la squadra in città.
Quel maledetto (per l’Apu) + 14 è stata una illusione, Uthoff da tre cala la mannaia al derby a 15’ dalla fine (58-45) e certifica la rottura prolungata di una squadra che, a conti fatti, dopo aver raggiunto le Finals di Coppa Italia, traguardo di prestigio ma sostanzialmente inutile, si è piantata con solo la chicca della vittoria su Milano a mettere fieno in cascina.
Trieste, colabrodo in difesa in tutte le ultime trasferte, nonostante un proprietario che trasferirà la squadra a Roma, lasciando bel che vada una squadra di serie A2 comprata a chissà chi, si è ritrovata giusto per il derby. E non ha mai dato un pertugio all’Apu per tornare sotto davvero, nonostante la banda di Vertemati non si sia mai arresa. Questo gioca si chiama palla canestro perché devi fare canestro. Trieste – Ruzzier Mvp per distacco – segna, specie da tre, Udine no. E’ la differenza. Coraggio, grazie a quel fenomeno di Antonini, il presidente di Trapani, cui le squadre che la faranno franca là sotto faranno un monumento, una sola scenderà in serie A2 e Udine la farà franca alla fine.
Ma questo finale di campionato e la partita l’hanno dimostrato: per restare in paradiso serve tanto talento, serve gente che faccia punti, insomma serve alzare il livello. Gettare il cuore oltre l’ostacolo non basta. Fine quarto: 70-89. Servirebbe un finale alla Sinner re di Montecarlo. Candussi, quello che uccise Udine quando era a Verona, fa capire che finirà male. “Forza Trieste” gridano i 50 triestini. La follia del basket nostrano gli impedirà di restare in serie A, categoria che meritano.
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