Attenti a quei tre sono il segreto del super Torino

UDINE. Attenti a quei tre. Giampiero Ventura in panchina, Daniele Padelli e Fabio Quagliarella in campo. Sono loro il segreto di questo super Torino che domani arriverà al Friuli con in dote dodici risultati utili consecutivi in campionato.
Il tecnico. É lui il vero uomo in più del Torino. Il presidente Cairo gli ha venduto Immobile e Cerci e gli ha comprato Quagliarella, Amauri e in gennaio Maxi Lopez. Lui non ha battuto ciglio, all’inizio della stagione ha perso terreno ma con il passare del tempo è riuscito a costruire una vera e propria macchina da guerra.
Considerato un grande allenatore per la serie cadetta (5 i campionati vinti, 2 con il Cagliari, 1 con Lecce, Bari e Torino) si sta dimostrando uno dei più preparati allenatori della massima serie al punto che è stato fatto anche il suo nome per la panchina del Milan.
A Udine - era la stagione 2001-2002 - subentrò a dicembre a Hodgson e conquistò una salvezza soffertissima. Evidentemente era arrivato nel posto giusto ma al momento sbagliato.
Il portiere. Daniele Padelli a Udine ha fatto il vice di Handanovic prima e di Brkic poi. In tutto ha messo assieme 13 gettoni dovuti soprattutto agli infortuni che hanno condizionato il cammino del numero uno serbo. Avrebbe accettato di restare in Friuli, ma arrivato in scadenza di contrato, non ha trovato l’accordo economico.
Nell’estate del 2013 è passato al Torino dove, per la squalifica di Gilet, si è ritrovato titolare. Ad agosto è stato addirittura convocato da Conte per uno stage in azzurro. A gennaio, con Gillet ceduto al Catania, si è ripreso la porta ed è sempre uno dei migliori dei suoi, non a caso la difesa granata e la quarta meno battuta della serie A dopo quelle di Juve, Roma e Fiorentina.
Il bomber. Quagliarella ha deciso la gara all’andata all’Olimpico saltando più alto di Heurtaux e indirizzando il pallone nell’angolino fuori dalla portata di Karnezis. Non esultò, il napoletano, come fece anche quando, in maglia Juve, segnò ad Handanovic un gol addirittura di tacco.
Fabio non ha mai nascosto di essere rimasto legato al Friuli, quando smetterà di giocare a pallone potrebbe mettere radici a Udine. Per adesso, però, continua a fare gol (9 in serie A e 4 in Europa).
Domani al Friuli la sua presenza in campo dal primo minuto non è ancora certa; giovedì c’è l’appuntamento continentale con lo Zenit di San Pietroburgo e Ventura intende ruotare i suoi attaccanti: ci sono tre candidati (il Quaglia, Maxi Lopez e Martinez) per due posti. I tifosi dell’Udinese, conoscendolo, preferirebbero vederlo accomodarsi in panchina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








