L’Apu tradita dai senatori: sconfitta a casa della Maxima Roma

Udine difende bene, domina a rimbalzo ma non segna mai: finisce 81-75. La percentuale da tre punti è sconfortante: 5 su 40 per un eloquente 12%. Un Valentine così da 0 su 10 dall’arco l’Apu non se lo può permettere

Antonio Simeoli
Foto Petrussi - Castoria
Foto Petrussi - Castoria

Puoi ben difendere, lottare, crederci, tenere il punteggio basso agli avversari come avevi progettato, dominare a rimbalzo, ma se tiri 5 su 40 da tre (12%) e la tua stella (Valentine) ti molla di brutto alla fine perdi.

L’Apu cede a Roma a casa della Maxima 81-75 e qualche ragionamento per il futuro dovrà cominciarlo a fare prima che sia troppo tardi.

Bucarelli, Cavallero, soprattutto Sisko che piazza subito 7 punti: l’Apu si mette in trincea al Pala Tiziano mezzo vuoto.

Lo spicchio bianconero dei tifosi, che non si sono voluti perdere nella Capitale la prima contro l’ex capitano Alibegovic, masticano amaro quando proprio Mirza entra al suo solito modo: garra e triple. Li hanno piazzati a un metro dalla panchina di Vertemati, vedono tutto, che goduria.

Mica come quelli in Friuli che il primo quarto l’hanno solo immaginato per il prolungato blackout della traballante piattaforma Lba. Il primo quarto finisce 22-19 per Udine con un 11-2 di parziale va. Il rendimento di Valentine e Bendzius sono le chiavi del campionato dell’Apu.

Con Battle ancora subito con due falli, Denzell dopo 15 minuti dà un segnalino di vita. L’Apu si ritrova anche con 8 punti di vantaggio andando all’intervallo avanti 40-35. Udine prende più rimbalzi, tira meglio da due, non rassicura il 4 su 18 da tre. Il punteggio basso sorride alla Vertemati band. Durerà?

Coach Cotelli ha l’imbarazzo della scelta di tiratori. I suoi hanno giocato mercoledì in Eurocup, ma coglie fior da fiore dalla panchina: ecco Veronesi.

E piove sul bagnato: Moon si sveglia, Battle è bravo a far uscire Bilan con 4 falli. Tripla anche di Tyson altro ex Nba. “Udine, Udine”, cantano quelli dietro alla panchina.

Solo che per fare una casa (un canestro) i muratori dell’Apu devono faticare tanto, Roma, che sbaglia poco, no.

Per vincere a Roma bisogna essere perfetti, Udine non lo è, Tyson mette la freccia con una schiacciata a 3’40” dalla fine del terzo quarto. Come? Da una palla persa di Valentine.

Un’Apu che lotta per salvarsi, e là sotto con la vittoria di Scafati le acque sono già agitate, può permettersi un giocatore così lunatico? Di più: può permetterselo un coach “di sistema” come Vertemati già impegnato a coprire i difetti difensivi e di carta d’identità del lituano?

No e quando Mirza, che un anno fa toglieva le castagne dal fuoco all’Apu, segna la tripla del +6 mandando baci alla sua nuova curva tutti i nodi vengono al pettine.

Siamo in Serie A, se ti becchi un parziale di 15-3 perchè non fai mai canestro è dura.

I lunghi? Spencer e McGlynn fanno la voce grossa, certo non vedono mai palla, ma lo sapevano al momento della firma.

Con un canestro allo cadere di Mobio l’Apu, però, è lì all’inizio dell’ultimo quarto: 59-58. Migliorasse quel 16% da tre...

Macchè, Bucarelli gioca bene, ma Valentine tira 0 su 10 dall’arco e il tiro del possibile pareggio, per dare un esempio, a 1’30” dalla fine se lo deve prendere Sisko, che tiratore non è. Infrazione di passi di Battle (altro fuori partita) a un minuto dalla fine. The End. No, anche con un Maxima al Minimum non vinci se non fai mai canestro da fuori.

E poi, scusate: la Reyer poteva permettersi le lune di Valentine, una squadra come l’Apu che ha bisogno di canestri sicuri come il viandante nel deserto no.

 

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