Impresa Apu: abbattuta l'Olimpia Milano in un Carnera infuocato

Udine scrive la storia: battuta la corazzata di Poeta 86-83 al termine di una rimonta epica. Un super Christon e il cuore di Alibegovic stendono le stelle dell'Eurolega: i play-off ora sono un sogno possibile

Antonio Simeoli

Cuore, intensità, animo, un pubblico straordinario. L’Apu Old Wild West fa l’impresa dell’anno, batte l’Olimpia Milano e si gode un ritorno al successo col botto che vuol dire tre quarti di salvezza e ancora un sogno play-off. Vero, Treviso ha sbancato Sassari, ma a sei turni dalla fine resta a meno 8, e Udine esce da questa sfida col morale a mille. No di più. E meritatamente.

Brooks, Bolmaro, Nebo, Ellis e LeDay, davanti a un quintetto da Eurolega, ancora con una speranziella di entrare nei play-in, l’Apu ritrova Bendzius, all’inizio Spencer, Christon, Alibegovic e Calzavara. Per provare a giocarsela, a fare il colpaccio, Udine deve mettere più intensità e difendere forte su avversari reduci da due turni europei. L’atmosfera è quella dei giorni migliori, la casa da piangere. Milano, abituata a frequentare i palasport più belli d’Europa, si sarà chiesta all’inizio, quando i 12 e il nutrito staff che dovevano entrare non ci stavano nell’angusto corridoio degli spogliatoi, dove siamo finiti? Mica è una questione da poco.

La partita? Milano gioca come fa il gatto col topo. Basta un assist di Ellis per una schiacciata devastante di Nebo per mettere i brividi al palazzo. Houston abbiamo un problema, Bolmaro e LeDay a suon di sportellate da Eurolega non fanno passare la metacampo a Calzavara: se questi pure difendono come te la giochi? Esce Nebo, entra Brooker tanto per dare l’idea. Entra il re dell’ultima Eurolega Guduric, che starà pure deludendo, ma…Christon per Mekowulu, schiaccione: pari e patta. Pur imprecisa e con 4 palle perse l’Apu dopo 10’ è li: 14-14.

Difesa ed energia, se arriva qualche canestrino da fuori meglio. Dawkins entra ma sbaglia due tiri, Da Ros gioca tanto, Bendzius al rientro ha già tre falli. Mek da sotto se la gioca con Booker. Nella girandola di cambi di coach Poeta c’è anche un cameo per Diop, l’ex di turno, che oltre a essere un bel giocatore è una gran bella persona. Alibegovic? Da due mesi le difese lo braccano con quel super campionato che sta facendo, manca una alternativa, sperando sia Hickey fra due settimane, ma a 4’ dall’intervallo piazza due triple che lo mettono in partita e con lui il palazzo, indispettito dal fatto che Milano randella e gli arbitri spesso si girano dall’altra parte.

La disparità di metro arbitrale è lampante: si bada al blasone o a quel che accade sul parquet? Dai, ha 40 milioni di budget l’Olimpia contro i 5 scarsi dell’Apu, è la miglior difesa per distacco, non ha certo bisogno di aiuti, che nemmeno chiede. Ma l’Italia è la terra dell’inchino preventivo, o no? Con anche Dawkins con le polveri bagnate, e tre falli, Milano all’intervallo allunga 40-34. Quasi per inerzia. Ha due, forse tre squadre con quelli in tribuna, se vuole basta la terza a battere Udine e quelle del suo livello. L’ultima azione è emblematica: a 6” dalla fine l’Apu viene murata dall’Ea7 e non riesce nemmeno a concludere. Regge a rimbalzo, ma tira 12 su 33 e, soprattutto, le palle perse sono lievitate a 10. Con Milano un delitto.

Bisogna provarci, sarebbe il colpo dell’anno, il sigillo a una bella stagione.

Se l’Olimpia finisce nella morsa di intensità e difesa può mollare. Vero, per fermare Nebo, una specie di mini-tank, come fai? A un certo punto vola. Il Barcellona per strapparlo a Milano gli ha offerto un biennale da 6 milioni. Inteso? Ma Christon ha spalle forti, si prende sulle spalle Udine e fa male alla “Poetaband”. Quando, però, Nebo lo stoppa arriva un’altra sgasata di Milano. Alla fine del terzo Milano, che tira 2 su 15 da tre, guida 73-56 grazie a una zampata proprio di Diop allo scadere. Ha sempre in mano l’inerzia del

match. Con una tripla del triestino Tonut, l’ Olimpia sale 66-56, ma l’Apu non molla mai. Questo ormai l’avrete capito. Ikangi, -6 e poi -4 col lituano. Mancano 8’: in fondo non è quello che voleva l’Apu. Mannion-Ikangi due triple. La partita è bellissima. Nebo sempre un rebus, ma il cuore di Udine, però, è gigantesco. Prima Bendzius poi una super tripla di Alibegovic riportano d’un colpo alla cruda realtà Milano: questa partita se la dovrà ancora sudare. E’ 76-77 a 3’ dalla fine con Christon che sorpassa 78-77 un amen dopo. Il Carnera è una bolgia.

Ancora Semaj, gigantesco, poi LeDay pareggia. Ancora Christon. Sfondamento di LeDay, a 1’42” dalla fine. Bendzius segna solo un libero. Brooks sbaglia. Christon, cui l’Apu dovrà erigere una statua porta i suoi avanti 85-88 a 38” dalla fine. Mannion da tre, meno due. Mancano 32”. “Dai ragazzi noi ci crediamo” canta la curva. Christon a 13” dalla fine lucra il fallo della stagione. Ma sbaglia un libero. Fallo di Calzavara su Brooks a 10” dalla fine. Forse troppo presto. Non c’è il bonus. Sbaglia Brooks, l’impresa dell’anno è servita: Finisce 86-83, è un pezzo si storia è fatta. Un altro.

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