La nuova Udinese di Runjaic: «Due trequartisti, così mi piace»

Di Gennaro parla della formula proposta dal tecnico bianconero a Napoli: «In futuro potrebbe utilizzare magari Atta e Zaniolo alle spalle di Davis. Kristensen e Solet? Gino Pozzo sa che giocatori lanciati si possono sostituire»

Stefano Martorano
Atta e compagni con mister Kosta Runjaic escono dal Maradona dopo l’ultima sfida di campionato (foto Petrussi)
Atta e compagni con mister Kosta Runjaic escono dal Maradona dopo l’ultima sfida di campionato (foto Petrussi)

«L’Udinese con i due trequartisti mi piace molto e potrebbe essere quella del futuro, magari con Atta e Zaniolo alle spalle di Davis». Sarà perché Antonio Di Gennaro ha costruito la sua carriera giocando a ridosso delle punte, ma è proprio con due uomini “tra le linee” che l’attuale talent di Dazn se l’immagina l’Udinese al via nella prossima stagione. La convinzione non è maturata vedendo il 3-4-2-1 allestito da Kosta Runjaic con Piotrowski e Atta al Maradona, dove l’ex 10 del Verona ha commentato la partita, quanto nel pensare al futuro di Zaniolo e del francese («deludente a Napoli») in base a quanto hanno reso nell’intero arco della stagione.

Di Gennaro, a Napoli l’Udinese non si è risparmiata, al punto che chissà come sarebbe andata a finire se avesse avuto Zaniolo ed Ekkelenkamp nel motore...

«Vero, perché stiamo parlando di due giocatori che hanno fatto una grandissima stagione, due che vedono la porta e sui quali si può fare affidamento anche in fase di costruzione e finalizzazione, come dicono i gol segnati dai due. Tuttavia, tra i due Zaniolo è molto più propenso a fare il lavoro di supporto alla punta che sia da solo nel 3-5-1-1 o nel 3-4-2-1 con Atta. L’ho visto rinato a Udine, dove è rimasto tranquillo e dove ha vissuto una grande stagione promettente per il futuro».

Crede che la formula con due trequartisti sia la prossima frontiera di Runjaic, atteso anche a dare un gioco diverso rispetto al classico 3-5-2?

«Sì, a me piace molto, e lasciando stare l’Atta visto a Napoli, promette bene. Il francese si vede che ha numeri, può giocare ovunque in mediana come ho detto anche in cronaca col focus tattico, poi è logico che la differenza la farà anche il mercato visto le voci che girano sul suo conto, ma in coppia con Zaniolo i due promettono bene per la qualità a servizio della squadra. Tuttavia, la qualità non è l’unica cosa a cui debbono pensare, perché con i due trequartisti puoi anche restare basso e ripartire».

A quali altre doti si riferisce?

«Alla capacità di giocare in fase di ripiegamento come fanno i grandi campioni, e basta vedere Dembelé o Kvara al Psg per capire cosa ci vuole. Serve rientrare, coprire bene il campo per poi riallungarsi. È questa la mentalità che deve avere Zaniolo, che come Dybala è uno di quei giocatori per cui vale la pena spendere i soldi del biglietto».

Di Gennaro, c’è un’altra indicazione imprescindibile da seguire per varare il 3-4-2-1?

«Sono due e la prima è quella di avere un attaccante forte davanti come Davis. Anche a Napoli si è vista un’Udinese che ha fatto partita fino a quando l’inglese ha dettato i ritmi e fatto salire la squadra. Poi, con Gueye e Buksa non si è visto più nulla di tutto questo».

La seconda indicazione?

«Avere una difesa pronta a salire e accompagnare, come propone Gasperini alla Roma, Fabregas al Como, ma anche come si vedeva nell’Inter di Inzaghi».

Difesa bianconera in cui Kristensen e Solet sono due giganti, pronti anche ad andarsene però, secondo le loro volontà...

«Parto dal presupposto che l’Udinese dei Pozzo è un modello che ha fatto e fa ancora scuola, e che non vende fumo. È una società sostenibile con competenze in cui i giocatori lanciati si vanno poi a sostituire, quindi anche se partisse un big come Solet in difesa, sarebbe rimpiazzabile. E poi Gino Pozzo ha dimostrato che si può anche sbagliare in qualche scelta, ma l’importante è saper ripartire. La sua visione è una garanzia».

Di Gennaro, su quali altri talenti punterebbe a occhi chiusi?

«Okoye, che lo vedo anche coraggioso e con una grande struttura, e secondo me può crescere ancora e Karlstrom, che ha una notevole forza fisica in quel ruolo davanti alla difesa. L’asse centrale dal portiere all’attaccante è sempre molto importante nella costruzione di una squadra».

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