Apu, il rimpianto dell’ex Strautins

Il lettone, oggi a Tortona, giocò a Udine nell’anno del Covid: «In quella stagione l’Apu poteva andare in finale di play-off»

Giuseppe Pisano
Artur Strautins, 27 anni, ha giocato a Udine per due mesi a inizio 2020
Artur Strautins, 27 anni, ha giocato a Udine per due mesi a inizio 2020

Nella storia dell’Apu c’è un rimpianto molto particolare, che non ha nulla a che fare con un canestro mancato o uno schema mal eseguito. È quello della stagione 2019/2020, interrotta bruscamente per la pandemia con la squadra bianconera lanciatissima verso le prime posizioni. A dare la svolta al team allenata da Alessandro Ramagli fu il lettone Arturs Strautins, innesto in corsa del gennaio 2020 con cui Udine ottenne cinque vittorie in sei partite, compresa quella contro la capolista Ravenna.

Domenica Strautins e l’Apu saranno avversari, e allora ecco il momento Amarcord.

Strautins, che ricordo ha del suo breve periodo all’Apu?

«Conservo un buon ricordo. Peccato che sia durato poco, mi è piaciuto molto giocare e vivere a Udine».

Stavate andando forte, poi arrivò il Covid e tutto si fermò. Rimpianti?

«Sì, perché secondo me potevamo andare in finale play-off. Eravamo un bel gruppo e Ramagli un ottimo coach».

Lei ha trascorso a Udine i giorni drammatici del lockdown. Com’è stato per un professionista come lei vivere chiuso in casa senza potersi allenare e giocare?

«È stato molto difficile. Facevo degli esercizi nell’appartamento in cui vivevo insieme alla mia fidanzata, ma senza sapere se il campionato sarebbe ripreso. Regnava l’incertezza, ogni giorno aspettavo notizie. Poi dopo due mesi sono tornato a casa in Lettonia».

Venendo a oggi, come le sembra l’Apu neopromossa in serie A?

«Ho visto la partita di domenica scorsa a Brescia, Udine ha giocato molto bene. Credo che sia una squadra difficile da affrontare, è in grado di giocarsela contro chiunque».

Cosa ci dice del suo coetaneo e connazionale Zoriks?

«Lo conosco molto bene, abbiamo giocato assieme nelle giovanili del Dsn Riga e più di recente in Nazionale. È un buon giocatore, credo che abbia solo bisogno di prendere fiducia, con le prossime partite dimostrerà il suo valore».

A proposito di Lettonia, lei ha avuto come ct Luca Banchi. È l’uomo giusto per la Nazionale italiana?

«Sì, perché è un allenatore bravissimo e un’ottima persona. Ovunque va, fa bene: sarà così anche con l’Italia».

La sua Tortona sta volando, fin dove pensate di arrivare?

«In tanti mi fanno questa domanda, a cui rispondo sempre allo stesso modo: non ci poniamo obiettivi, pensiamo solo a giocare una partita per volta. I conti li facciamo alla fine. Ora pensiamo alla gara di sabato contro Udine».

Che partita si aspetta?

«L’Apu è una squadra che mette in campo fisicità e aggressività, sa difendere molto bene. Saranno 40’ molto intensi, servirà grande concentrazione dal primo all’ultimo secondo».

Qual è lei il giocatore più pericoloso dell’Apu?

«Udine ha tanti buoni giocatori ed esprime un bel gioco di squadra. Vedo che Alibegovic sta disputando un grande campionato, ma sarà bene stare attenti anche agli altri. La squadra udinese non va assolutamente sottovalutata». —

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