L’Apu spedisce al tappeto Sassari e si mette in tasca la salvezza

Con una prova concreta Udine batte 92-79 la Dinamo e fa un passo decisivo verso la permanenza in categoria

Giuseppe Pisano

Un’Apu concreta e spettacolare batte Sassari per la seconda volta in questa stagione e ipoteca la salvezza a inizio febbraio. Prova d’orchestra per i bianconeri, come al solito solidi in difesa e ispiratissimi in attacco: Alibegovic trascina 8top score con 26 punti), Mekowulu vola, Zoriks si sblocca, Christon dirige. Ora si può davvero spostare il mirino sulla lotta per un posto play-off.

In avvio Vertemati sorprende presentando un quintetto inedito, con Zoriks e Christon portatori di palla, Alibegovic e Bendzius ali e Mekowulu centro. È proprio il lungo nigeriano a carburare meglio fra i bianconeri, com’era già accaduto in altre partite casalinghe recenti, mentre sul fronte opposto è Thomas a rispondere colpo su colpo: 8-8 dopo 4’. A metà della prima frazione si accende Alibegovic, che inizia sganciare triple e in collaborazione con Mekowulu confeziona un parziale di 9-0 per il 17-8 del 6’. Iniziano le rotazioni, Spencer si presenta con una stoppata su Mc Glynn, ma la Dinamo (priva a sorpresa di Pullen) non ci sta e in coda al primo quarto impatta a quota 19. Il contro-break ospite di 11-2 è frutto delle fiammate del rientrante Johnson, ma anche di alcune distrazioni di Spencer, che nel giro di 30” commette tre errori: infrazione di 3”, rimbalzo difensivo non controllato e fallo piuttosto goffo sul già citato Johnson.

È nel secondo periodo che Udine rifila un’importante spallata a Sassari. I ragazzi del West alzano l’intensità difensiva e lasciano agli avversari le briciole, mentre in fase offensiva si vede un’Apu bella e concreta: Calzavara nell’uno contro uno è devastante, Spencer schiaccia su assist visionario proprio dell’esterno varesino, Da Ros è chirurgico da tre. Al 14’ Apu avanti 29-21 e a Mrsic non resta che chiamare minuto per parlarci su. Nella seconda metà del quarto il protagonista diventa Zoriks, finalmente in fiducia. Il lettone tiene in vita una palla impazzita dopo rimbalzo offensivo e serve Calzavara, poi firma il suo primo canestro su azione da quando è in Friuli. Sassari non trova spazi sugli esterni e come all’andata resta aggrappata alla gara innescando ripetutamente il pivot Vincini, che in breve tempo diventa il top scorer. Niente di drammatico, tuttavia, per un’Apu fluida in attacco come poche volte quest’anno: gli assist di Zoriks e Christon sono come cioccolatini da scartare, Spencer, Alibegovic e Da Ros ringraziano convertendo in punti sonanti. Si va al riposo fra gli applausi convinti del Carnera: le cifre dicono che Udine viaggia col 55% da due e il 42% da tre, contro il 42% e 22% degli ospiti, ma fotografano anche il dominio bianconero a rimbalzo (22-14).

La ripresa si apre con un’altra sgasata di Thomas per l’8-2 di parziale della Dinamo, l’Apu non si lascia impressionare e riprende a macinare canestri con Alibegovic letteralmente “on fire”: pioggia di triple come stelle filanti e massimo vantaggio friulano ritoccato a +12 (65-53). Quando il capitano viene richiamato in panchina per rifiatare, complice il terzo fallo, l’applausometro rischia di andare in tilt. Vertemati ripropone un Bendzius sotto tono, la gara diventa un derby lituano in cui però si distingue l’ospite Beliauskas, a bersaglio con due triple che tengono a galla Sassari (72-63 al 31’). La partita sembra saldamente nelle mani dei padroni di casa, invece c’è da sudare ancora molto, perché Buie e Mezzanotte firmano un 6-0 e la Dinamo s’avvicina negli specchietti retrovisori (73-69). Per fortuna c’è il risveglio di Bendzius con tripla dall’angolo, poi ci pensa Zoriks a ristabilire una distanza di sicurezza (78-69) con un morbido tiro da dentro l’area. Sulle ali dell’entusiasmo il lettone mette a segno anche la sua prima bomba, e al 37’, sull’84-71, i bianconeri vedono il traguardo. Dawkins, sempre più un corpo estraneo, resta in panchina.

Dagli altri campi giungono notizie favorevoli, sia nell’ottica della salvezza che per quanto riguarda la salvezza, oltre che per la rivalità di campanile: perdono Trieste (e scatta il coro “chi non salta insieme a noi è un triestino”), Napoli, Varese. La curva Ovest, che non ha mai smesso di cantare, può iniziare a progettare la trasferte di Bologna e Torino, sul doppio binario campionato-coppa Italia. Perché un’Apu così fa davvero sognare.


OLD WILD WEST UDINE  –  DINAMO SASSARI  92 – 79

19-19, 46-35, 69-60

APU OLD WILD WEST Christon 9, Zoriks 7, Alibegovic 26, Spencer 6, Mekowulu 19, Da Ros 5, Bendzius 5, Calzavara 11, Ikangi 4. Non entrati Pavan, Biasutti e Dawkins. Coach Vertemati.

BANCO DI SARDEGNA SASSARI Buie 15, Zanelli, Seck, Beliauskas 9, Johnson 8, Ceron, Vincini 11, Mezzanotte 3, Thomas 12, McGlynn 12, Visconti 9. Non entrato Casu. Coach Mrsic.

Arbitri Lanzarini di Bologna, Capotorto di Roma e Galasso di Siena.

Note Apu: 20/36 al tiro da due punti, 11/27 da tre e 19/23 ai liberi. Sassari: 22/50 al tiro da due punti, 6/20 da tre e 17/21 ai liberi. Uscito per 5 falli Zoriks. Spettatori: 3.500.

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