Alpi, round 1: Alaphilippe e la maglia gialla volano

Il francese vince in solitaria, Van Avermaet va all’attacco. I big? Tutti dietro al treno Froome: Nibali va forte, Uran si stacca
epa06895068 Quick Step Floors rider Julian Alaphilippe of France in action during the 10th stage of the 105th edition of the Tour de France cycling race over 158,5km between Annecy and Le Grand-Bornand, France, 17 July 2018. EPA/YOAN VALAT
epa06895068 Quick Step Floors rider Julian Alaphilippe of France in action during the 10th stage of the 105th edition of the Tour de France cycling race over 158,5km between Annecy and Le Grand-Bornand, France, 17 July 2018. EPA/YOAN VALAT

LE GRAND BORNAND. Ha vinto un fuoriclasse, uno dei volti più belli del ciclismo mondiale, un talento capace di trionfare in aprile alla Freccia Vallone e d’inventarsi ieri al Tour de France, al “suo” Tour de France, una fuga da urlo. Ma ha vinto anche la maglia gialla di Greg Van Avermaet, l’uomo delle pietre e dei muri che si era buttato in una fuga da lontano per cercare di limitare i danni e salutare il simbolo del primato che ha dalla cronosquadre d’avvio Grande Boucle con onore. Invece Julian Alaphilippe (Quick-Step) ieri sera festeggiava la prima tappa vinta al Tour, arrivando da solo a braccia alzate a Le Grand Bornand, dopo aver superato 5 gran premi della montagna tra cui il duro Plateau des Glieres (6 km all’11% che i francesi, con molta fantasia, chiamano lo Zoncolan di Francia); e Greg Van Avermaet (Bmc) non solo non ha perso la maglia gialla, ma ha rafforzato il suo primato nella generale (ha 2’22” su Geraint Thomas) portando a casa anche lo strameritatissimo numero rosso del più combattivo.

E i big alla prima recita sulle Alpi? Va subito detto: il canovaccio è quello degli anni scorsi. Lo squadrone Sky mena le danze e rosola gli avversari con l’obiettivo di far vincere il quinto Tour a re Froome, ma il ciclismo italiano può stare ben che contento: Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) sta benone.

Ieri ha mandato pure in avanscoperta nella fuga (c’era anche Peter Sagan a caccia di punti “verdi”) Joh Izaguirre prevedendo l’attacco di quei favoriti che nella prima settimana di corsa avevano perso terreno. Invece Bardet (Agr2) o Quintana (Movistar) non si sono mossi. E un altro corridore atteso alla riscossa, dopo il tempo perso domenica sul pavè, Rigoberto Uran (Ef) si è staccato alla fine de La Colombiere, ultima salita di giornata accusando a oltre 1’30” di ritardo. Nibali, a caccia del bis giallo dopo il trionfo 2014, sta bene. Oggi ancora Alpi con la Albertville-La Rosiere, di 108.5 km . Tre duri colli da scalare prima della salita finale. Domani poi Madeleine, Croix de Fer e Alpe D’Huez. Sulle Alpi insomma c’è voglia di Squalo. —

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