Al Friuli ha vinto la paura: i tifosi dell'Udinese sono smarriti tra cori a favore e contro squadra e proprietà

Non è piaciuta alla Curva la prestazione di Lasagna e compagni- A fine partita tanti fischi e il solito “ritornello” di insulti a Gino Pozzo 
Udine 17 Febbraio 2019. Calcio Serie A. Udinese-Chievo Verona. © Foto Petrussi
Udine 17 Febbraio 2019. Calcio Serie A. Udinese-Chievo Verona. © Foto Petrussi

Alla fine è stata tregua “armata”. I tifosi hanno cantato, come avevano annunciato tenendo fede al proprio impegno, ma non hanno perso occasione per lanciare più di qualche coro polemico nei confronti della squadra e della società. In ogni caso, il clima era quasi surreale.

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All’inizio, ad esempio, pochissimi hanno risposto alla chiamata all’americana della formazione bianconera, quasi la tifoseria avesse voglia o bisogno di una spinta per iniziare veramente a cantare. Spinta arrivata dal palo colpito da Nuytinck, che ha in qualche modo riscaldato l’ambiente. «L’Udinese siamo noi, solo noi», hanno messo subito in chiaro i ragazzi della Nord: un concetto ribadito più volte nel corso della partita e anche alla fine quando la squadra, capitanata da mister Nicola, è andata a salutarli e ad applaudirli. Un gesto che, come avvenuto contro la Fiorentina è stato accolto con fischi ed ampi gesti di disappunto.

Che brutta Udinese! Troppa paura in campo, così non va - Il videocommento


E proprio i giocatori sono stati i più “punzecchiati” durante il match dalla curva, che alternato cori di incitamento anche belli convinti a quelli di contestazione. Al 22’ del primo tempo ecco il primo «Non vincete non uscite», ripetuto poi a distanza di dieci minuti e sul finire del tempo, quando la squadra è stata accompagnata negli spogliatoi da sonori fischi piovuti da tutto lo stadio.

Nella ripresa non cambiava il risultato in campo e non mutava nemmeno l’atteggiamento del pubblico, sempre più spaventato da come si stavano mettendo le cose. «Fuori di c...ni», si è sentito e ancora «L’Udinese siamo noi» e «Non vincete non uscite», sempre tutto alternato a canti di incitamento. A pochi minuti dalla fine, quindi, ecco arrivare il gol che ha fatto esplodere un incredulo stadio Friuli che non ha respirato quando Sorrentino è riuscito a respingere il tiro di Teo dal dischetto.

L'Udinese vince al Friuli ma non convince i tifosi: contestate la squadra e la società

Gli animi sugli spalti, quindi, si sono scaldati (anche in tribuna in realtà) quando prima Sorrentino verso la Curva e poi Schelotto sotto il vecchio arco se la sono presa con pubblico e raccattapalle. Gesti che hanno messo pepe al finale di partita con rissa scoppiata in campo al fischio finale di Valeri tra giocatori, dirigenti e tecnici. Tutto è poi rientrato in tempo per permettere a De Paul di prendere in braccio la sua piccola Francesca di un mese appena e di portarla sul campo assieme ai compagni.

Prima di lasciare gli spalti, quindi, i ragazzi della Nord hanno mandato ancora un paio di messaggi alla dirigenza, colpendo come sempre il figlio di Paròn con un «Vaffa», e poi ribadendo il concetto: «Il progetto dov’è?». Bisognerà ora capire se i segnali distensivi degli ultimi giorni saranno stati così cancellati o se a breve società e tifoseria troveranno un punto d’incontro.

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