Sale la febbre del derby con Trieste: l’Apu torna ad ospitare i cugini in serie A dopo 22 anni»

Domenica al Carnera la sfida più attesa della stagione, il presidente bianconero Pedone esalta l'evento: «Sarà una sfida ad alta intensità, uno spettacolo per tutta la regione»

Giuseppe Pisano
Un’entrata di Alibegovic durante il derby giocato a Trieste (foto Petrussi)
Un’entrata di Alibegovic durante il derby giocato a Trieste (foto Petrussi)

Si avvicina un derby storico, sale l’adrenalina per il presidente dell’Apu, Alessandro Pedone. La sfida Udine-Trieste torna in serie A al palasport Carnera Credifriuli dopo quasi 22 anni, l’attesa in casa bianconera è già alta.

Presidente, a cinque turni dalla fine lei pensa più alla salvezza matematica o al sogno playoff?

«Il nostro obiettivo è sempre stato la salvezza. Nei ranking a inizio stagione ci davano ultimi, sapevamo che il salto in A avrebbe comportato difficoltà importanti. È, a tutti gli effetti, un altro livello, quasi un altro sport: cambiano i ritmi, abilità e atletismo dei giocatori, le dinamiche arbitrali. L’inizio non è stato semplice, ma era previsto. Ci manca ancora qualcosa per la certezza aritmetica della permanenza in categoria. In queste ultime cinque giornate lotteremo con il coltello tra i denti. Per questo motivo dobbiamo vivere queste partite con grande lucidità e determinazione: divertirci, far divertire il nostro pubblico, ma con la consapevolezza che ogni gara è fondamentale. E domenica lo sarà ancora di più».

Il presidente bianconero Pedone e coach Vertemati
Il presidente bianconero Pedone e coach Vertemati

Cosa si aspetta da questo derby, oltre alla vittoria della sua squadra?

«Mi aspetto una sfida ad altissima intensità, ma soprattutto un grande spettacolo per tutto il movimento cestistico regionale e nazionale, grazie al trasporto e coinvolgimento del pubblico. Ogni partita per noi è una battaglia e quella di domenica non farà eccezione. Il derby ovviamente aggiunge fascino e significato, ma il nostro focus resta chiaro: dobbiamo vincere per centrare i nostri obiettivi. Il pubblico friulano non vive un derby in serie A da troppo tempo e siamo felici e onorati di poter riportare questa emozione al Carnera Credifriuli».

Cosa si aspetta invece da Hickey, giunto al rientro?

«Anthony è un ragazzo straordinario. Fin dal suo arrivo, la scorsa stagione, ha saputo comprendere e fare propri i valori della nostra società e del territorio. È amatissimo dai tifosi ed è fondamentale sia nello spogliatoio sia nel sistema di gioco di Vertemati. Ha dimostrato più volte di avere a cuore questo colori. Siamo certi che potrà darci un contributo importante e rientrare nel rispetto delle attuali gerarchie di gioco».

Ci pensa che il prossimo anno potrebbe non esserci il derby per la nota vicenda Nba Europe?

«Non entro nel merito delle decisioni di Paul Matiasic, che conosco come presidente serio e appassionato. Ritengo che Trieste sia e resti una piazza che merita la serie A, per la passione del pubblico e di una piazza storica. Progetti come Nba Europe sono affascinanti e ambiziosi, ma vanno calati nella realtà europea e nella storia del nostro basket. Alla luce di queste voci, si tratterà di un derby forse storico, ma spero non irripetibile».

È in arrivo l’ennesimo sold out di questa stagione. Quanto le rode non poter ospitare la serie A in un impianto più capiente del Carnera?

«Il pubblico ha risposto sempre in maniera straordinaria perché si riconosce in ciò che stiamo facendo: una squadra che lotta, che ha voglia di crescere, una società seria e sana. Udine ha una grandissima fame di pallacanestro. Il progetto del nuovo palazzetto nasce da questa visione: dare a Udine una casa all’altezza delle ambizioni della piazza, capace di ospitare non solo eventi sportivi ma anche grandi concerti. Siamo stati anche a Valencia per visitare una delle strutture più all’avanguardia in Europa. La nostra volontà è quella di realizzare un impianto moderno e polifunzionale».

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