Verona-Udinese, quarant’anni di derby: da Zico a Di Natale, i ricordi del Bentegodi
Numeri 10, salvezze, gol al 90’ e lunedì sera: amarcord di una sfida che attraversa le epoche

Verona-Udinese ha cominciato a essere Verona-Udinese più di quarant’anni fa. Il campionato era ancora a sedici squadre, ma in Italia giocavano i migliori calciatori del mondo. All’Udinese c’era Zico, al Verona Dirceu. Due 10 che avevano indossato quel numero ai Mondiali con la Seleçao, il gialloblù ad Argentina ’78, il bianconero a Spagna ’82. Nessun paragone tra i due, sia chiaro, Zico era due spanne superiore, ma chi è nato negli Anni Sessanta non può non ricordare quel calcio con un filo di nostalgia. Si giocava tutti assieme alle 14.30 e la partita era un vero e proprio evento.
Verona-Udinese cominciò a essere il derby del Triveneto per eccellenza grazie a Zico e Dirceu. Quest’ultimo arrivò al neopromosso Verona nell’estate del 1982, rimase un solo anno prima fare un mini-tour italiano tra Napoli, Ascoli, Cmmo e Avellino. Il suo alterego a Udine in quella stagione fu Surjak anche se nei due derby (entrambi finiti 0-0) l’uomo copertina fu Edinho che nella gara d’andata giocata a Udine colpì due volte il palo con un unico calcio piazzato. Zico al Bentegodi ci ha giocato una volta sola il 12 febbraio del 1984: fece gol come all’andata (1-1), ma non bastò all’Udinese trafitta al 90’ da tal Guidetti. L’anno dopo alla terza giornata il Galinho non c’era: si era infortunato la domenica prima durante il 5-0 in casa con la Lazio. Bel ritorno a Udine si giocò quella che Zico, nonostante la sconfitta, ricorda come la sua più bella partita giocata in Italia: Udinese-Verona 3-5. A fine anno l’Hellas diventerà campione d’Italia. Arriveranno poi gli anni con lascensore tra serie A e serie B e poi il buio degli anni Novanta.
Quando l’Udinese dei tre cicli d’oro (Zaccheroni-Spalletti-Guidolin) andava regolarmente in Europa il Verona viveva gli anni più bui della sua storia. Per riavere un derby del Triveneto all’altezza si dovette aspettare la stagione ’13-’14 con il duello a distanza tra Totò Di Natale e Luca Toni. Il centravanti campione del mondo nel 2006, già protagonista nella gara d’andata con una doppietta, segnò anche al ritorno il primo dei due gol con il quali l’Hellas tentò la fuga prima di essere ripresa dai gol di Di Natale (spettacolare girata al volo) e di Badu.
Totò non è stato un assiduo frequentatore del Bentegodi, gli anni migliori della sua carriera sono coincisi con quelli nelle serie inferiori dell’Hellas, ma il segno lo ha lasciato, eccome. Nel campionato ’14-’15 firmò la vittoria dell’Udinese (l’ultima di Strama che poi chiuse con quattro ko di fila) inventandosi una spettacolare conclusione di tacco su cross di Widmer. Intervistato a fine partite a bordo campo come uomo del match, fu ricoperto di insulti e si infilò nel tunnel degli spogliatoi mandando baci alla tribuna inferocita.
Quella, come ricordavamo all’inizio, è stata una delle tre vittoria dell’Udinese a Verona negli ultimi undici anni. La seconda, forse la più importante, è quella della stagione ’17-’18: 0-1 gol di Barak. Tre punti chiave che sommati a quelli della successiva e ultima giornata permisero all’Udinese di difendere la categoria nonostante il filotto di undici sconfitte consecutive tra febbraio e aprile. Il ricordo bello e anche più fresco è quello di ottobre 2022. L’Udinese di Andrea Sottil arrivava da cinque vittorie di fila e infilò la sesta sul filo di lana grazie al colpo di testa di Bijol al minuto 90 dopo che Doig e Beto aveva portato il punteggio sull’1-1. Per gli scaramantici ricordiamo che anche quella partita, come quella che ci attende nel weekend si giocò di lunedì.
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