Stefano Colantuono: «L’Udinese aggressiva va riproposta con la Juventus»

Il tecnico ha seguito con attenzione la Zebretta sabato con l’Atalanta: «Squadra dai due volti, con la sofferenza della ripresa subentrata al coraggio del primo tempo»

Stefano Martorano
Zaniolo festeggia con Davis il gol del momentaneo 2-0 a Bergamo (ftoo Ansa)
Zaniolo festeggia con Davis il gol del momentaneo 2-0 a Bergamo (ftoo Ansa)

«L’Udinese aggressiva del primo tempo con l’Atalanta è quella che va riproposta con la Juventus». Stefano Colantuono ha spento il televisore con questa certezza sabato scorso, dopo aver visto «una squadra dai due volti, con la sofferenza della ripresa subentrata al coraggio del primo tempo». E proprio nell’approccio e nel corretto atteggiamento difensivo tenuto dall’Udinese nella prima frazione che il “Cola” ha individuato la possibile chiave per giocarsi la partita contro la Juve di Luciano Spalletti, nell’attesa sfida all’orizzonte.

Colantuono, il pareggio subito in rimonta a Bergamo non ha lasciato rimpianti al suo collega Runjaic...

«Concordo con lui perché l’Atalanta è una big del nostro campionato, si gioca un ottavo di finale di Champions League col Bayern Monaco e quando si ha a che fare con questi grossi calibri bisogna anche mettere in preventivo la loro capacità di reazione».

Tuttavia, ai tifosi bianconeri è rimasto il disappunto per un’occasione da tre punti gettata al vento...

«Mi focalizzerei di più su come l’Udinese si è portata sul 2-0, approcciando bene la partita soprattutto con l’aggressività difensiva che ha schermato l’Atalanta fino a non farla mai concludere in porta per tutti i primi 45’».

In particolare quale comportamento le è piaciuto?

«Kristensen da una parte seguiva alto Samardzic, mentre Sulemana sulla fascia opposta non ha trovato mai la profondità, se non una volta contro il ragazzo croato».

A proposito, che dire di Mlacic?

«Adesso c'è un motivo in più se l’Udinese è considerata l’università del calcio per tutti gli addetti ai lavori. Con Mlacic abbiamo riconosciuto l’ennesimo giocatore dalle ottime potenzialità. È stato pulito, ha fatto tutto ciò che doveva fare e quell’ammonizione è stata un peccato veniale che gli servirà da lezione in futuro. L’esordio non era facile da titolare».

Peccato poi che l’Udinese abbia cambiato atteggiamento nella ripresa, specie dalla sostituzione al 62’ di Zaniolo.

«Non mi permetto di entrare nelle scelte di un collega avendo visto la partita in televisione. L’unico commento che posso fare su Zaniolo è legato al suo indiscusso talento e alla sua capacità di determinare, come ha fatto calciando il corner alla perfezione per il gol di Kristensen».

Resta il fatto che con i cambi di Zaniolo prima, e Davis poi, l’Udinese ha perso spessore anche agli occhi dell’Atalanta.

«È cambiata la fisicità, che per me resta un fattore fondamentale e capace di determinare per metà una partita, ma adesso non andiamo a trovare il pelo nell’uovo perché l’Udinese sta facendo il suo campionato sulla falsa riga delle ultime stagioni. Ha fatto quattro punti tra Fiorentina e Atalanta e credo che non si possa imputare nulla a squadra e allenatore».

Colantuono, con la Juventus in arrivo sabato ai Rizzi cosa consiglia?

«Nulla, se non di stare molto attenti a non farsi trovare a mezza strada a livello difensivo tra un blocco troppo basso e un’aggressione molto alta, e questo perché la Juve ha uomini e giocate per saltare le prime linee di aggressione. L’Udinese che ho visto nel primo tempo di Bergamo è quella che vorrei rivedere, anche perché la Juve va aggredita e non non va fatta ragionare. Poi bisognerà vedere se Spalletti recupererà Vlahovic e quindi il terminale offensivo che tanto gli manca, anche se poi le partite le ha vinte lo stesso». 

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