Udinese, la svolta di Runjaic: Miller e Karlström cambiano volto al centrocampo
Dal 3-5-2 al 4-4-2 “mascherato”: a Torino l’Udinese trova equilibrio e idee. Ora il rebus Atta per il futuro

«Miller e Karlstrom in coppia? Controlliamo meglio la zona centrale del campo e siamo più sicuri quando giochiamo la palla». Runjaic fotografa così la svolta impressa all’Udinese a Torino, «in continuità con il secondo tempo di Como», chiarisce subito il tecnico per sottolineare che non si tratta di “numeretti”, quelli del modulo, che tanto piacciono ai fruitori del calcio italiano, ma che, agli occhi di un allenatore, non dicono assolutamente nulla se non vengono accompagnati da un vero e proprio disegno tattico. Quello che mister Kosta ha tracciato nei primi due impegni del 2026.
Evidentemente, la mossa di inserire il 19enne scozzese nella ripresa contro la squadra di Fabregas non era stata dettata esclusivamente dalla volontà di ribaltare il risultato, Runjaic voleva sondare anche la possibilità di un copione diverso rispetto a caro vecchio 3-5-2 che, senza Atta, diventa spesso trito e ritrito, imperniato sui muscoli e la corsa e per questo più facilmente leggibile da parte degli avversari, soprattutto quelli che ti obbligano a uscire dal pressing esibendo palleggio e grande tecnica, come appunto il Como, non a caso in piena zona Champions.
Ebbene, l’altra sera al Grande Torino ha voluto partire dall’inizio, mascherando tuttavia le proprie intenzioni agli occhi del collega Marco Baroni che così ha perso il confronto sul terreno della tattica: Runjaic che ha fatto credere di volersela giocare con il 3-5-2 per virare, invece, su un 4-4-2 spostando qualche pedina in campo.
Perché a prima vista si trattava di una difesa a tre davanti al rientrante Okoye, con Kristensen, Kabasele e Solet in linea, mentre a centrocampo avrebbero potuto agire Zanoli, Miller, Karlstrom, Ekkelenkamp e Kamara a sostegno della coppia d’attacco Zaniolo-Davis. Sbagliato. Mister Kosta ha fatto arretrare Kamara a sinistra, allargando Kristensen nel ruolo di terzino destro con davanti Zanoli libero di spingere (alla grande) sulla fascia, mentre dall’altra parte Ekkelenkamp è stato decisivo partendo dalla corsia mancina.
È una mossa che somiglia terribilmente a quella di esattamente 11 mesi fa, quando a Napoli, il 9 febbraio 2025, pareggiò per 1-1 con i futuri campioni d’Italia facendo vedere i sorci verdi ad Antonio Conte che, alla fine, disse: «Alcuni dei giocatori dell’Udinese arriveranno in alto». A fine stagione spinge per l’acquisto di Lucca, vorrebbe avere Atta, ma forse, visto che contro di lui è spesso decisivo, dovrebbe scriversi sul taccuino il nome di Ekkelenkamp, premiato come migliore in campo a Torino.
«Non so se manterremo questo sistema, siamo ancora in fase di adattamento», ha aggiunto Runjaic in sede di commento per chiudere l’argomento modulo. Anche perché c’è proprio il tassello Atta da inserire nuovamente, visto che, recuperato dopo l’infortunio, è stato schierato nel rush finale contro i granata. Il 4-4-2 di un anno fa prevedeva il francese a destra, ma togliere questo Zanoli che sta cominciando a carburare sarebbe un delitto. Così bisognerà pensarci su bene prima di togliere Kabasele dal centro della difesa per riportare in mezzo Kristensen e giocare con Zanoli terzino. Insomma, la palla torna nella metà campo di mister Kosta: tornerà al 3-5-2 o confermerà il 4-4-2?
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