Udinese, per Runjaic fiducia a tempo: non saranno tollerate altre imbarcate

Gino Pozzo conferma la fiducia a Kosta Runjaic dopo il vertice, ma il tecnico tedesco resta sotto esame. Intanto spuntano altri nomi come possibili alternative

Stefano Martorano
Kosta Runjaic
Kosta Runjaic

Resta appeso a un filo Kosta Runjaic, confermato alla guida dell’Udinese da Gino Pozzo nell’incontro tenutosi lunedì prima della seduta di allenamento delle 10, al termine dalla quale il tecnico ha dato appuntamento alla squadra per mercoledì.

Dopo una lunga serie di valutazioni, in società ha prevalso dunque la linea della fiducia e della compattezza invocata dallo stesso allenatore subito dopo la disfatta col Lecce che è valsa la quinta sconfitta consecutiva e le bordate di fischi dei tifosi.

Nell’incontro si è parlato anche di senso di responsabilità e massimo focus sul lavoro quotidiano. Fiducia quindi, ma quella di cui beneficerà prossimamente il 55enne allenatore tedesco dipenderà da risultati e prestazioni, visto che non si è solo convenuto sulla necessità di tornare a fare punti, ma anche sulla forma.

In una parola, a mister Kosta è stato detto chiaro e tondo che non sarà tollerata più alcuna disfatta. Messa giù così, si può dunque parlare di fiducia a tempo che porta dritti al Milan, la prima delle prossime quattro gare da affrontare in 13 giorni, prima della sosta del 14 novembre.

Da domenica prossima, infatti, l’Udinese affronterà nell’ordine i rossoneri al Friuli - Bluenergy Stadium, il Parma al Tardini nell’infrasettimanale di mercoledì 28, la Roma da ospitare ai Rizzi sabato 31, e il Venezia al Penzo venerdì 6 novembre.

È in questi tempi stretti, anzi strettissimi, che Kosta dovrà risollevare l’Udinese sapendo di essere sotto esame fin dal Milan, partita ad alta visibilità in cui la proprietà ha chiesto una reazione immediata.

Un nuovo crollo potrebbe quindi portare a nuove riflessioni e al cambio allenatore fin qui evitato, ma anche già preso in considerazione dai Pozzo che da domenica erano già con la testa al futuro per non farsi trovare impreparati al peggio.

È dietro le quinte che bisogna quindi andare per scoprire che oltre ai nomi di medio e basso cabotaggio circolati da domenica, come Paolo Zanetti e Roberto D’Aversa, sono spuntati fuori anche quelli a sorpresa di Thiago Motta e Francesco Calzona.

Sono due nomi altisonanti, specialmente quello dell’italobrasiliano che a giugno ha chiuso il rapporto con la Juventus, firmando la risoluzione anticipata del contratto che prevedeva 3,5 milioni netti annui fino alla scadenza originaria del 2027.

Da giugno in poi, il 44enne assistito da Alessandro Canovi ha rifiutato proposte interessanti come Lazio, Monaco, Real Sociedad, Spartak Mosca e Bayer Leverkusen, cercando un progetto tecnico solido e a lungo termine.

Thiago Motta, cercato nelle ultime ore dall’Atalanta (assieme a Pioli e Tudor), parla italiano, spagnolo, francese e inglese oltre l’italiano e il particolare è un fondamentale per i Pozzo che desiderano avvalersi di tecnici con l’inglese fluente.

È una lingua che parla Zanetti, che parla poco D’Aversa, e che invece mastica bene Calzona, visto che il 58enne di Vibo Valentia l’ha utilizzata alla guida della Slovacchia dal ’22 a giugno scorso.

Il tecnico, accostato anche alla panchina della Turchia per il post Montella, è stato anche su quella del Napoli da febbraio a giugno ’24 e alla guida della Slovacchia è arrivato anche grazie ai buoni uffici di Hamsik, ex compagno e amico fraterno di Gokhan Inler, responsabile dell’area tecnica bianconera. Kosta è avvisato.

 

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