L’Udinese e lo spettro di Ehizibue per il match contro la Roma

Runjaic deve trovare a destra il sostituto di Zanoli, out per il resto della stagione. Lunedì l’olandese potrebbe tornare titolare, ma c’è anche un “piano B”: Bertola

Stefano Martorano

Non è bastata la seduta tattica svolta venerdì al Bruseschi per “spoilerare” l’Udinese che dalle 20.45 di lunedì sfiderà la Roma sotto l’arco del Friuli - Bluenergy Stadium, nella serata frizzante che la società sta organizzando a suon di iniziative per i tifosi. Un apericena, per l’appunto, con la speranza che la Zebretta possa poi servire altre bollicine alla Roma e proprio di questo si sta occupando Kosta Runjaic, intento a scegliere i “calici” più adatti.

Fuor di metafora, già senza Nicolò Zaniolo (rientrerà la prossima a Lecce), Jakub Piotrowski, Adam Buksa e Hassane Kamara, il tecnico tedesco si è ritrovato anche senza Alessandro Zanoli, l’esterno che aveva ridato impulso alla fascia destra a suon di spunti, cross, uno-due, assist e gol (a Verona), soprattutto. La lesione al legamento crociato anteriore riportata al Bentegodi Verona che ha messo in infermeria per il resto della stagione il 25enne carpigiano ha dunque aperto la falla a destra, riportando a galla antichi temi e vecchie preoccupazioni, legate soprattutto al contributo di Kingsley Ehizibue che sotto la gestione di mister Kosta ha giocato ben 54 volte, trovando fiducia incondizionata.

Il 30enne olandese sembra, infatti, il primo candidato all’eredità di Zanoli, visto che venerdì ha trovato la pettorina giusta, quella dei possibili titolari. Tuttavia, il condizionale è d’obbligo perché si sta lavorando anche sul “piano B” legato a Nicolò Bertola, che da esterno tanto bene ha fatto anche sulla sinistra contro il Napoli, ad esempio, quando tamponò Neres, palesando adattamento alla fascia mancina anche a Verona, sebbene da centrale difensivo “a 3”.

Riportare l’ex spezzino a destra, sul suo piede forte, non sarebbe quindi un problema, specie pensando che da quella parte spingerà l’ex Flamengo Wesley, uno dal dribbling facile, con finte e contro finte, di quelle sulle quali ha ballato spesso il liscio il buon Ehizibue.

Non è un particolare da poco, soprattutto perché venerdì mister Kosta ha confermato l’intenzione di usare ancora la difesa “a 3” con cui ha sempre sfidato Gian Piero Gasperini nelle precedenti sfide, accettando il proverbiale uno contro uno a tutto campo del “Gasp”, puntando sulla fisicità dei suoi bianconeri.

Ehizibue avrebbe sì la velocità per contrastare Wesley, ma una capacità contenitiva inferiore, specie nello stretto, rispetto a Bertola, molto più difensore dell’olandese che tra l’altro non ha il ritmo partita sui 90’, avendo giocato l’ultima da titolare il 22 novembre col Bologna, fino al 63’. Come dire che sarebbe un cambio annunciato, e senza esterni destri di ruolo alle spalle da inserire, con Rui Modesto infortunato, aprirebbe un quesito non da poco in corso d’opera al tecnico e al suo staff.

Eccolo qui il dilemma che accompagnerà le ultime notti di mister Kosta, che con Bertola esterno potrebbe ripescare Christian Kabasele dalla panchina in cui lo ha lasciato a Verona, spostando Oumar Solet sul centro sinistra e riposizionando Thomas Kristensen sul centro destra. Scelte confermate per il resto, col 3-4-2-1 di Verona basato su Atta e Ekkelenkamp dietro alle spalle larghe di Davis, con Lennon Miller e Jesper Karlstrom centrali. L’importante sarà comunque riempire il bicchiere di bollicine.

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