Piotr Czachowski: «Una Udinese più costante può giocare per l’ottavo posto»
L’ex centrocampista commenta la Serie A in Polonia per Eleven Sports: «Con un pizzico di fortuna potrebbe chiudere da testa di serie per la Coppa Italia»

Lo paragona a Lukaku, sostiene che sia stato il giocatore che ha fatto la differenza con l’Hellas. Piotr Czachowski, ex centrocampista dell’Udinese, non ha dubbi: Keinan Davis è stato l’uomo in più del match del Bentegodi. Il polacco, che ha commentato la gara di Verona per Eleven Sports, analizza la prestazione dei bianconeri e la loro stagione.
Czachowski, in occasione del gol subìto dall’Udinese, in telecronaca ha detto che Runjaic rimprovererà i suoi difensori...
«Christensen poteva gestire meglio la situazione che ha portato al gol di Orban. Poteva entrare in maniera più decisa. Questo ha facilitato l’attaccante del Verona. L’allenatore si sarà fatto sicuramente sentire in spogliatoio».
E l’Udinese ha giocato meglio nella ripresa.
«Concordo. Davis è stato il migliore in campo. A Verona è stato ben sfruttato dalla squadra quando si trovava spalle alla porta. In questo modo l’inglese si esprime al top, come Lukaku. Lo chiamo così perché è simile al belga. È così che Davis deve giocare con questo tipo di avversario, con una rivale obbligata a vincere. I veneti non avevano un attaccante come Davis, in grado di tenere palla, di aspettare i compagni e servirli in modo tale da creare un’azione pericolosa. Ecco perché i bianconeri hanno vinto. Per l’Hellas questa partita era la prima di cinque finali in ottica salvezza: non è andata bene».
Quale aspetto l’è piaciuto nella prestazione dell’Udinese?
«L’ho apprezzata in attacco e in mezzo al campo. Sfruttava bene gli spazi dopo aver recuperato palla, muovendosi verso la porta avversaria. Ed entrata in area di rigore, come nell’occasione del terzo gol, ha segnato. Quando Zaniolo tornerà, formerà con Davis una coppia che sarà molto pericolosa anche per le rivali più forti».
Resta sempre il tallone d’Achille dei primi tempi, spesso sotto tono come a Verona.
«Ricordo ancora come l’Udinese ha affrontato l’Atalanta e il Napoli: con intensità, dinamismo, i giocatori si aiutavano l’uno con l’altro. Con l’Hellas, almeno nella prima parte di gara, non è stato così. Atta ha poi trovato il gol, il Verona ha pareggiato poco dopo. Per questo penso che le parole pronunciate da Runjaic nello spogliatoio a fine primo tempo siano state decisive, perché poi ho visto una squadra diversa».
Cosa si aspetta dall’Udinese in questa seconda parte di stagione?
«Da quando è arrivato Runjaic, i bianconeri riescono a volte a incantare. Non sono tuttavia ancora continui. Possono diventarlo, ma devono lavorare su se stessi. Si esprimono meglio con le formazioni più forti, quando affrontano rivali come il Verona risultano ancora incerti. Insomma, l’Udinese non si è imposta, ha giocato bene con i gialloblù perché gli avversari gliel’hanno permesso. Quando affronti rivali che lottano per salvarsi, devi trovare le giuste motivazioni: è il ruolo dell’allenatore promuovere questo tipo di mentalità. L’Udinese deve essere più costante: così se può giocare per un posto tra l’ottavo e il decimo. Con un po’ di fortuna può risultare tra le prime otto ed essere testa di serie nella prossima Coppa Italia».
Come valuta i connazionali Buksa e Piotrowski?
«Per il primo è una stagione di transizione, perché è difficile competere con Davis e Zaniolo. Piotrowski spero che abbia ancora la possibilità di giocare da titolare quando rientrerà dall’infortunio: ha un buon tiro, sa inserirsi, ma il suo andamento è ancora ondulatorio, non è ancora così stabile da poter dire, prima della partita: possiamo iniziare da Piotrowski».
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