L’Udinese va sotto, poi rimonta ma non basta: nella ripresa si spegne la luce e il Pisa strappa il pari
I bianconeri rimontano lo svantaggio con Kabasele e Davis ma nel secondo tempo si fermano. I cambi di Runjaic rilanciano gli ospiti. Poi la reazione e il palo di Atta

Minuto numero 60. Zaniolo esce dal campo e si spegne la luce. Un autentico black-out dapprima a intermittenza, cominciato con la sostituzione di Zanoli ed Ekkelenkamp, poi il contatore dell’Udinese viene addirittura staccato per una ventina di minuti, a sufficienza affinché il Pisa riesca della sua impresa, quella di agguantare una partita saldamente nelle mani dei bianconeri.
Un altro shottino di “Amaro del Capo” per Runjaic, costretto a pareggiare in casa finora con Verona, Cagliari e Pisa, tre avversarie non esattamente irresistibili, alle quali bisogna aggiungerne una quarta, il Genoa, che al Friuli - Bluenergy Stadium ha addirittura fatto bottino pieno. Insomma, solo col Lecce – tra le squadre alle spalle che sono già passate per Udine – mister Kosta è riuscito a vincere, tra l’altro subendo due gol (3-2), gol che si aggiungono ai sei incassati nelle altre partite quattro partite, in linea con i numeri di una difesa colabrodo, la peggiore dell’intera Serie A dopo 20 partite con 32 reti subite (1,6 di media).
Un bilancio deprimente per i tifosi bianconeri che vorrebbero godere per almeno due gare di fila e che si aspettavano di farlo sabato dopo aver visto la Zebretta piazzare il colpo mercoledì sera a Torino dove, assieme ai tre punti, si è portata a casa un paio di problemini mica da ridere. Il primo ha portato al forfait di Kristensen (al suo posto Bertola sabato), il secondo si è fatto sentire sul ginocchio destro di Zaniolo, la stessa articolazione operata a Villa Stuart, nella Capitale, esattamente sei anni fa, quando saltò il legamento crociato anteriore, un infortunio importante al quale si sommò anche una lesione al menisco. Sabato, quando il numero 10 si è accasciato a centrocampo chiedendo il cambio, ha messo in evidenza, abbassandosi il calzettone, una vistosa fasciatura all’altezza del piatto tibiale che ha destato preoccupazione.
Non fosse stato per la pesantissima ammonizione che da diffidato si era preso un minuto prima, protestando platealmente dopo un contatto falloso su Canestrelli, sarebbe stato da chiedersi: ce la farà a recuperare per sabato contro l’Inter? Adesso infatti, complice la squalifica, avrà addirittura 16 giorni per recuperare dai fastidi al ginocchio, a patto che lo staff medico bianconero, dopo gli accertamenti di rito, non consigli uno stop che metterebbe nei guai Runjaic, già privo dell’infortunato Buksa e con Bayo di rientro in settimana dalla Coppa d’Africa dopo quasi un mese al servizio della nazionale della Costa d’Avorio, eliminata sabato dall’Egitto ai quarti di finale.
Certo è che senza Zaniolo sabato l’Udinese ha fatto capire di essere decisamente meno competitiva: al suo posto il tecnico ha schierato Gueyé, ma già con le due precedenti sostituzioni, avvenute cinque minuti di prima, quelle di Zanoli ed Ekkelenkamp con Piotrowski ed Atta, Runjaic aveva letteralmente smontato il l 4-4-2, il modulo che aveva caratterizzato la vittoria di Torino e che ieri ha permesso all’Udinese di rimontare con Kabasele (colpo di testa) e Davis (rigore) il vantaggio iniziale del Pisa arrivato su gentile concessione di Okoye, poco reattivo sul destro centrale di Tramoni.
Con Piotrowski esterno destro e Atta sull’altro fronte, mister Kosta ha visto spegnersi progressivamente un’Udinese che, invece, avrebbe dovuto concedere il primo cambio a Miller (in deficit d’ossigeno dopo due gare da titolare) e a Zaniolo. Un assetto che Runjaic ha corretto soltanto poco prima della mezzora, quando ha tolto Kamara e proprio Miller per Palma e Bravo, sostituzioni che hanno portato a un 4-3-2-1 più credibile, al punto che l’ultimo colpo da ko l’ha avuto l’Udinese, quando Davis ha spedito alle stelle un pallone che poco prima Atta aveva calciato sul palo. Peccato. Peccato anche per quella ventina di minuti regalati. E per l’urlo di gioia rimasto strozzato nella gola dei tifosi.
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