Udinese, ecco le tre strade per tornare a galla

Deve sperare di non perdere Davis a lungo dopo il fastidio muscolare di sabato. Fondamentale ritrovare Solet e Palma per dare alla difesa un assetto definitivo. Il Friuli - Bluenergy Stadium va trasformato di nuovo nel fortino bianconero

Pietro Oleotto
Keinan Davis è uscito per infortunio durante il match con il Cagliari
Keinan Davis è uscito per infortunio durante il match con il Cagliari

Tre punti. Non solo quelli che l’Udinese ha lasciato sul rettangolo del Friuli - Bluenergy Stadium lo scorso sabato, contro il Cagliari, una partita che i bianconeri non avrebbero dovuto perdere per non evidenziare una situazione di classifica poco esaltante dopi tre sconfitte consecutive: 4 punti come altre quattro avversarie, Torino, Parma, Monza e Fiorentina, un bottino superiore soltanto a tre squadre, Bologna, Genoa e Venezia.

Insomma, il clima non sarà dei migliori durante la lunga sosta di campionato (due weekend senza partite) che per i bianconeri riprenderà soltanto lunedì 12 ottobre allo stadio Grande Torino per quello che sarà uno scontro diretto nella zona bassa della graduatoria.

Non è un caso, dunque, se dopo il ko abbia preso la parola anche il direttore dell’area tecnica Gokhan Inler, esprimendo concetti piuttosto chiari. Primo: «Ognuno di noi deve riflettere sui propri errori, che si sono visti anche stavolta. Era una partita che potevamo anche vincere».

Riassunto, l’atteggiamento della squadra è piaciuto ancora meno del risultato a dirigenti e proprietà, a cominciare da Gianpaolo e Gino Pozzo, in tribuna. Secondo: «Abbiamo tre settimane di sosta adesso, dobbiamo lavorare duro». Il programma è stato tracciato: non saranno giorni di vacanza quelli al Bruseschi. Terzo: «L’obiettivo è far capire alla squadra che non si deve solo pensare a giocare bene, ma anche a fare punti». Insomma, è meglio che l’Udinese recuperi al più presto la sua anima da provinciale che deve lottare prima di tutto per salvarsi.

A questo proposito alcune voci di corridoio hanno riferito di riflessioni sul futuro di Runjaic che, tuttavia, non sembrano portare alla cosiddetta “panchina bollente”. Mister Kosta è sotto esame come tutti in casa Udinese, anche se è chiaro che la svolta che dovrà imprimere ad ottobre.

E in questo senso dovrà assolutamente “risolvere” tre punti determineranno il futuro immediato della Zebretta. Quindi, dopo quelli di Inler, sul tappeto ci sono altre tre voci da tenere bene in considerazione, a cominciare dalle condizioni di salute di Keinan Davis, uscito nel primo tempo per un fastidio alla gamba sinistra: perdere il centravanti sarebbe una botta di non poco conto visto il menù che aspetta l’Udinese.

Le indiscrezioni sembrano indurre all’ottimismo sull’inglese, la cui fragilità muscolare è conclamata. Potrebbe essersi fermato in tempo. Davis è il tallone d’Achille della Zebretta, ha il solo Gueye, in rampa di lancio, come alternativa. Un po’ poco se si pensa che l’altra soluzione porta a Bayo, buono i primi turni di Coppa Italia e le amichevoli, al massimo. Manca qualcosa, in soldoni, soprattutto se il giovane Jovanovic si fa mettere in punizione per un ritardo all’allenamento, al punto di non risultare a disposizione in panchina col Cagliari.

La seconda voce porta alla difesa. La speranza è che Palma e Solet siano subito a disposizione per cercare un assetto definitivo: 11 gol incassati in cinque giornate non sono pochi. Kabasele, Ebosse e (in pochi scampoli di partita) Bertola finora non sono piaciuti. Sono pochi, invece, 12 punti raccolti dall’Udinese nelle 13 gare disputate nel 2026 in casa. Neppure un punto di media a partita. Terza voce: il Friuli - Bluenergry deve essere in fortino bianconero.

 

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